A proposito dell’Unità d’Italia

L’Unità d’Italia è stata per lungo tempo osteggiata dal Vecchio ordine mondiale (Chiesa di Roma e Sacro romano impero in primis) e, al contrario, perseguita dal Nuovo ordine mondiale (Massoneria, Regno unito, Stati uniti ecc.).

D’altra parte quest’ultimo potere ha cercato di raggiungere l’obiettivo unitario non per contribuire al benessere del Belpaese ma, al contrario, con lo scopo di assoggettarlo ad un’unione sempre più ampia, verso la creazione di un vero e proprio Governo mondiale.

Del resto di quest’Unione europea, in cui ci troviamo completamente immersi adesso, parlava già un secolo e mezzo fa il patriota, politico e filosofo, ma soprattutto massone, Giuseppe Mazzini.

L’eroe dei due mondi Giuseppe Garibaldi ha poi contribuito alla conquista di quel mezzogiorno, deturpato ormai in ogni sua parte da una speculazione edilizia lungamente incontrollata.

Quest’ultima è cresciuta proporzionalmente al potere mafioso, che, chissà perché, è sorto proprio dopo lo sbarco a Marsala dell’11 Maggio del 1860.

La Storia dell’unità d’Italia si è in ogni caso incrociata con il più ampio scontro tra il Vecchio e il Nuovo ordine mondiale in più di un’occasione già a partire dall’epoca medioevale.

Così il sommo poeta Dante Alighieri, uno dei primi fautori dell’Italia unita, nella sua opera più famosa, la “Divina Commedia”, ha elogiato i “bianchi mantelli” templari assieme al nome del suo noto fondatore Bernardo di Chiaravalle.

Difatti non è inverosimile che lo stesso titolo del suo circolo poetico, il “Dolce stil novo”, non alludesse già alla creazione di un Nuovo ordine mondiale da poter contrapporre allo strapotere dell’allora imperante Stato pontificio.

E nel verso conclusivo della stessa Commedia, “l’amor che muove il sole e l’altre stelle” l’acronimo “A.M.O.R.” sembra addirittura rimandare all’Antico e Mistico Ordine della Rosacroce.

Fatto sta che durante il Rinascimento lo scontro tra il Potere vaticano e la famiglia Medici per la supremazia nella penisola italica, o in buona parte di essa ha conosciuto momenti di altissima tensione e terrore.

Uno di questi è stato senz’altro l’episodio noto come la “Congiura dei Pazzi” (26 aprile 1478) in cui ha perso la vita Giuliano de’ Medici, fratello di Lorenzo il Magnifico.

Memori di questi eventi storici i cosiddetti Eroi del Risorgimento italiano avrebbero poi deciso, circa quattro secoli più tardi, di porre, anche se per soli cinque anni, la capitale d’Italia a Firenze.

Il palazzo dell’antica famiglia dei Pitti, legata già nel nome agli antichi simboli esoterici, avrebbe dunque ospitato uno dei primi parlamenti italiani, prima che avvenisse il definitivo trasferimento nell’attuale capitale romana.