A proposito di Charlie Hebdo

Dopo l’ultima scandalosa vignetta del noto giornale Charlie Hebdo, circa la slavina killer, che ha travolto l’hotel Rigopiano di Farindola (Pescara), alle pendici del Gran Sasso Pescarese, resta da chiedersi quale possa essere il reale livello morale dell’importante settimanale francese.

Per rispondere a quest’ultima domanda potrebbe essere utile riordinare le vicende che hanno coinvolto il famoso periodico a partire dall’attentato che il 7 gennaio 2015 ha colpito la sua sede principale nell’11° Arondissement di Parigi, al numero 10 di Rue Nicolas-Appert.  

Com’è noto questo primo traumatico episodio ha condotto milioni di francesi a scendere in piazza al grido di “Je suis Charlie!” come nella celebrazione di un curioso e particolare rito collettivo.

Sarebbe stato solo il primo di una serie di attentati che avrebbero sconvolto la nazione francese per più di un anno e mezzo passando dalla strage del Bataclan (13 novembre 2015) fino a quella del lungomare di Nizza, curiosamente avvenuta proprio il 14 luglio 2016 (anniversario della presa della Bastiglia il 14 luglio 1789).

Ma l’evento più curioso di questa breve narrazione ha avuto luogo ancor prima che questa serie di attentati cominciasse: infatti già nel dicembre 2014 il giornale è stato misteriosamente acquistato dall’onnipresente famiglia ebreo-ashkenazita dei Rothschild.

E a tali fatti sono poi seguite le imbarazzanti vignette sul terremoto nei paesi del centro Italia [Amatrice (Rieti), Accumoli (Rieti), Arquata del Tronto (Ascoli Piceno) eccetera], uscite sul numero del 31 Agosto 2016, e quelle già menzionate sulla tragedia dell’hotel Rigopiano , pubblicate sul numero del 19 gennaio 2017.

Che cosa si può pensare di fronte alla sfrontatezza di una testata che, se attaccata, mostra la forza di condurre milioni di persone in piazza per manifestare al suo fianco?

In ogni caso, anche al di la di questo interrogativo, credo che le vignette pubblicate da Charlie Hebdo sulle catastrofi naturali italiane vadano ascritte più al genere dell’humor nero distruttivo che a quello, pur sempre legittimo, di una satira costruttiva.

Nell’immagine una foto dell’11° Arondissement di Parigi in cui si trova la sede principale del settimanale Charlie Hebdo.