Astrologia e Psicologia

Già da molto tempo, ma soprattutto nella nostra epoca presente, l’Interpretazione del movimento degli astri, meglio nota come Astrologia, si è legata indissolubilmente al Discorso sulla Psiche o Psicologia.

In questo, come in altri casi del Sapere occidentale, si è passati dall’Esteriorità trascendente del cielo, dei suoi pianeti e dei suoi segni, all’Interiorità immanente della psiche umana, dei suoi tipi e dei suoi sintomi.

In tale cambiamento ha avuto un ruolo notevole la Teoria dei caratteri psicologici elaborata da Carl Gustav Jung nel suo libro omonimo del 1921, “Tipi psicologici” appunto.

La svolta dal Regno della Fede collettiva a quello della Credenza personale è avvenuto però molto prima e in campo religioso con la “Riforma protestante” di Martin Lutero.

Quest’ultimo ha reso la Bibbia un Libro d’interpretazione singola e non più collettiva, inaugurando con tale mutamento prospettico la “Svolta ermeneutica del soggetto moderno“.

Per inciso mi piace sottolineare che questo concetto di Libera interpretazione ricorda da vicino il concetto di “Morale provvisoria” presente nel “Discorso sul metodo” di René Descartes.

È qualcosa di simile a quanto avvenuto con la Rivoluzione eliocentrica operata da Niccolò Copernico che in quegli stessi anni, sempre in Germania, ha posizionato il Sole (in qualche interpretazione astrologica proprio simbolo dell’Io) al centro dell’universo allora conosciuto.

Un secolo dopo Immanuel Kant avrebbe parlato del Cielo stellato sopra la sua testa e della Coscienza dentro al suo corpo.

Tali concetti, dopo la Rivoluzione francese del 1789, sarebbero stati tradotti da Arthur Schopenhauer nella “Volontà inconscia” (anche astrologica) e nella “Rappresentazione scientifica” (anche astronomica).

In sostanza si è dunque passati dalla “Volta” rassicurante di un cielo ricco di simboli circa i “Temperamenti umani” a un oscuro inconscio, dalle sembianze di un grande Mare, denso di relitti rimandanti alle diverse “Tipologie della psiche umana”.

Come indicato in precedenza, i “Caratteri degli dei e dei pianeti” hanno infatti costituito modelli per l’elaborazione di tipi psicologici fino all’opera di Carl Gustav Jung compreso, che ha rintracciato tali simboli entro il “Multiverso negativo” del suo Inconscio collettivo, indubbiamente la sua concezione teorica più riuscita.

È così avvenuto che la “Volta celeste” delle nostre Credenze e dei nostri Sogni si sia trasferita, forse per molto tempo, nel “Lato oscuro” dei nostri Scopi e dei nostri Bisogni.