Atlantide nelle Azzorre

A pagina 85 del suo ennesimo best seller “Ricordati chi sei” (Macro edizioni, 2013) l’ex giornalista ed esperto di controinformazione David Vaughan Icke ha scritto:

“Le isole Azzorre si trovano sulla dorsale medio-atlantica, parte di una linea frastagliata che prosegue per 40.000 miglia. È una zona estremamente instabile dal punto di vista geologico, soggetta a terremoti ed eruzioni vulcaniche.

Qui è dove s’incontrano quattro vasti altopiani tettonici: eurasiatico, africano, nordamericano e caraibico. Le isole Azzorre, così si dice, sarebbero ciò che rimane di Atlantide e Platone (427-347 a.C.), il filosofo dell’antica Grecia, nei suoi scritti sembra suggerire che la fine di Atlantide risalga a 11.000 anni or sono.

La tachilite, una sorta di lava vetrosa, si disintegra nell’acqua di mare nel giro di 15.000 anni, eppure si trova tuttora in quei fondali. Altre prove, inclusa la sabbia raccolta a profondità pari a 3201-5622 m, rivelano che in questa regione il fondo marino, sempre nel periodo di cui stiamo parlando, doveva essere sopra il livello del mare.”

Come se ciò non bastasse pare che già i Cartaginesi (Fenici) si fossero spinti sino alle coste dell’arcipelago di origine vulcanica oggi regione autonoma del Portogallo.

Si racconta infatti che intorno al 1749 vennero rinvenute, da una spedizione inglese sull’“Isola di Corvo”, alcune monete cartaginesi del 300 a. C. e si pensa che gli stessi Cartaginesi vi si fossero insediati dopo numerosi viaggi portando con sé i loro riti pagani.

Secondo molti autori i Fenici insieme agli Egizi e ad altri popoli del medio oriente sono una delle popolazioni che discendeva dagli stessi Atlantidei o che in ogni caso aveva ricevuto l’influsso di questa grande civiltà scomparsa.

La stessa aquila dorata con ali spiegate, che è un antico simbolo fenicio, compare sulla bandiera delle Azzorre assieme alle nove stelle disposte a semicerchio, una per ogni isola componente l’arcipelago.

Inoltre questa suggestiva ipotesi spiegherebbe la presenza di costruzioni monolitiche e piramidali da un lato all’altro dell’oceano atlantico assieme alla somiglianza di culti e archetipi tra le culture egizie, fenicie e precolombiane.

Il giornalista e scrittore Graham Hancock, autore di numerose opere di archeologia misteriosa, ha ampiamente documentato queste inaspettate somiglianze nel suo best seller “Impronte degli dei”, uscito in lingua italiana per l’editore Corbaccio nel 1985.

Nell’immagine una suggestiva immagine delle isole Azzorre.