Avatar e i “Non-visti”

La produzione cinematografica più o meno recente ha offerto numerosi spunti per poter comprendere la logica del potere e del dominio che, da tempi assai remoti, ha iniziato ad operare, come fa ancor oggi, all’interno del nostro pianeta.

Ne sono stati un esempio i film “They live” (1988) del regista statunitense John Carpenter, The Truman Show (1998), del regista e sceneggiatore australiano Peter Weir, e la trilogia “Matrix” scritta e diretta, tra il 1998 e il 2003, dai fratelli Larry e Andy Wachowski.

Un altro lungometraggio che ha suscitato la mia attenzione è stato “Avatar” (2009) scritto, girato e prodotto dal regista e sceneggiatore canadese James Francis Cameron, già divenuto famoso nel 1997 per aver diretto il colossal “Titanic”.

Proprio a proposito del film “Avatar” l’ex giornalista ed esperto di controinformazione David Vaughan Icke alle pagine 100 e 101 del suo best seller “Ricordati chi sei” (Macro edizioni, 2013) ha scritto:

“Il mondo del Popolo blu, i Na ‘vi, (Non visti) raccontato in Avatar ricorda molto com’era la Terra durante la Vera Epoca d’Oro (una sorta di giardino dell’Eden biblico) e nel lungometraggio di James Cameron ci sono altri due aspetti che rappresentano quanto è accaduto all’umanità:

innanzitutto abbiamo i “tecnologi dell’emisfero sinistro” e i sicari dell’esercito, individui senza empatia, rispetto o una minima comprensione per il mondo idilliaco del Popolo blu, in cui tutto era “Uno”. Invece, tra il popolo, gli animali, gli alberi e il mondo naturale nel suo complesso c’erano comunicazione e rispetto.

Un altro punto che vale la pena di citare è proprio il significato della parola “Avatar”. I creatori del film dicono: “Un Avatar è una mente umana trasferita nel corpo di un ibrido umano/Na ‘vi geneticamente programmato”.

Nella vicenda del lungometraggio il procedimento d’ibridazione veniva realizzato affinché i tecnocrati dell’emisfero sinistro e i militari umani potessero infiltrarsi nella società Na ‘vi senza essere visti, dato che assomigliavano in tutto e per tutto agli abitanti dello stesso luogo.

Avatar è uscito nelle sale cinematografiche nel 2009 e narra di una tematica di cui io ho iniziato a parlare nel 1998: la società invasa da una forza di controllo non-umana, un predatore che si cela dietro la forma umana.” (corsivo entro il virgolettato citato mio)

Con queste perentorie affermazioni David Icke ha dunque inteso dimostrare come in realtà il film di Cameron illustri la struttura del dominio in una modalità trasfigurata e/o, per così dire, rovesciata:

se infatti il Popolo Blu rappresenta l’umanità prima di un eventuale controllo, proveniente dall’esterno, o forse da un’altra dimensione, i tecnologi dell’emisfero sinistro e i militari umani del lungometraggio stanno proprio in luogo di quei burattinai (non-visti) che, a partire da una comoda oscurità, hanno controllato e controllano tuttora il mondo.

Nell’immagine un paesaggio del pianeta Pandora, madre patria del popolo Na ‘vi.