Before Present

In quella sorta d’enciclopedia dell’ignoto che è “Il grande libro dei misteri irrisolti”, scritto a quattro mani da Colin e Damon Wilson, nel capitolo dedicato al caso di Rennes-le-Château, a pagina 318 dell’edizione Newton Compton 2006, è possibile leggere:

“A questo punto, viene quasi da chiederci: ma sarà poi un bene scavare fino in fondo in questo sconvolgente segreto? Certo, nel novero delle possibilità, non può essere che un bene. Forse gli adepti del Priorato di Sion sanno con esattezza ciò che Sauniere scoprì a Rennes-le-Château nella tomba sulla collina o nell’antica fortezza e non è da escludere che la tendenza della congrega a farsi sempre più trasparente dinanzi all’opinione pubblica non arrivi al punto di svelare il mistero una volta per tutte.

Ma quand’anche questo non dovesse accadere, la soluzione potrebbe ancora trovarsi nel messaggio conservato nella seconda pergamena, risolvendo il puzzle di Poussin e Teniers, lavorando sulla decifrazione delle parole “pace 681” (data che potrebbe riferirsi, per esempio, al 1799, visto che i Massoni Templari contano gli anni a partire dal 1118), sul significato del cavallo di Dio, del demone guardiano di mezzogiorno, delle mele blu. Ma chiunque abbia la sorte di venire a capo del segreto, sappia per certa una cosa: che il tesoro è ormai perduto per sempre.”

Dunque, seguendo le parole dei due autori padre e figlio Wilson, è possibile ipotizzare l’esistenza di un quarto tipo di datazione, accanto alle consuete cronologie delle grandi religioni monoteiste quali l’ebraismo, il cristianesimo e l’islamismo.

Questo ulteriore tipo di cronologia partirebbe appunto dall’anno 1118 compreso in poi, ovvero quello successivo al 1117, data a cui rimonta il presunto scioglimento dell’ordine templare sancito ufficialmente dalla Chiesa di Roma in collaborazione con l’allora Re di Francia Filippo il Bello.

Ed è proprio sulla base di un ulteriore potere trasversale che durante il Rinascimento si è affacciato per la chiesa cattolica il pericolo più che mai concreto del “sincretismo religioso” (oggi anche noto come “ecumenismo”) proposto per esempio da umanisti del calibro di Pico della Mirandola, che fu poi assassinato in circostanze assai eccezionali e misteriose.

In ogni caso circa due secoli più tardi, la scuola dei geologi scozzesi, proprio con la scoperta del tempo profondo effettuata da James Hutton (vedi anche l’articolo “Lo Spazio infinito e il Tempo profondo”, pubblicato su questo blog Novo Stilos il 17 Aprile 2016) ha inaugurato l’utilizzo di un’ulteriore datazione, forse la più semplice, non dovuta ad alcun tipo di cronologia religiosa e/o di particolare sincretismo massonico.

Si tratta di quel semplice e banale “prima d’ora” o “prima di adesso”, in lingua inglese “before present” (siglato B.P.), che ha trovato sempre maggiore fortuna e diffusione dopo la pubblicazione, il 24 novembre 1859, dell’“Origine delle specie” di Charles Robert Darwin.

Quest’opera infatti, pur tra mille difetti e imperfezioni, ha contribuito ad erodere ulteriormente quella sorta di barriera corallina artificiale eretta fideisticamente tra il Divenire naturale e l’impetuoso trascorrere degli Eventi sociali.

Nell’immagine un particolare del dipinto “Soft watch at the moment of first explosion” realizzato da Salvator Dalì nel 1954.