Breve Storia del Realismo

La Storia di quell’indirizzo filosofico noto ai più come “Realismo” si è sviluppata in modo unitario e lineare come un albero ben dritto dalle sue origini terrene fino all’ideale cielo dell’epoca odierna

Infatti partendo dal filosofo greco-antico Parmenide fino ad arrivare all’austriaco Karl Raimund Popper e al francese Claude Lévi-Strauss la “Via della verità”, secondo la celebre espressione degli Eleati, si è snodata lungo un percorso rettilineo con rarissime deviazioni e due fondamentali tappe intermedie: la filosofia di René Descartes e quella del tedesco Immanuel Kant.

Il Realismo si è chiamato quindi così perché ha sostenuto la Realtà ontologica delle Idee sia che si trovassero nel Regno dell’Essere (Parmenide), nel Pensiero dell’Uomo (Cartesio), nell’Intelletto finito capace di imprese conoscitive infinite (Kant), nelle Teorie scientifiche in grado di estendere il dominio di verità (Popper) o addirittura nelle “Culture senza scrittura” (Lévi-Strauss). 

E questa impostazione è stata descritta assai bene dal Filosofo del linguaggio Gottlob Frege quando ha teorizzato l’esistenza sullo stesso piano ontologico delle Idee, delle Cose materiali e degli Stati psichici, rendendo dunque indipendenti e autosufficienti gli “Oggetti del pensiero” dai secondi due elementi.

Il Realismo ha dunque concepito la “Metafisica” prima come una vera e propria Ontologia, poi come una Critica della Fisica, dopo come una Logica a priori dell’Intelletto umano e ancora come una “Logica della scoperta scientifica” per terminare infine come un “Kantismo senza soggetto”, secondo la famosissima espressione proposta dal filosofo esistenzialista Paul Ricoeur per descrivere l’Antropologia strutturale.

Ma questa Corrente del Pensiero occidentale, come atteggiamento principalmente intellettuale e raziocinante, ha trovato chiari riferimenti anche in campo esoterico individuando nell’elemento dell’Aria, la Sostanza principale di cui sono fatte le eteree Idee.

E a questo proposito va ricordato che gli stessi segni d’aria dello zodiaco hanno mostrato una particolare inclinazione a utilizzare la Ragione, secondo i dettami del filosofo di Königsberg, come un Intelletto finito se pur in grado di dar luogo a un Sapere infinito.

Infatti la Regione della Rappresentazione, secondo la millenaria Tradizione esoterica ha affascinato e accomunato questi Spiriti, nel comune desiderio di far rientrare la Volontà irrazionale in Strutture ben precise e Schemi definiti

Devo dunque augurare lunga vita alla mia inclinazione realista che mi ha portato, consciamente o inconsciamente, a considerare le Idee, mie e degli altri, come Reali, nonostante lo Scorrere sempiterno del tempo e delle opinioni.

Nell’immagine un’opera di Giuseppe di Napoli “Mondrian e la visione della vera realtà”.