Brevi cenni sull’Epopea rosacrociana

Come antefatti dell’Epopea rosacrociana, sviluppatasi tra le leggende sotterranee e la storia ufficiale, si possono menzionare tre eventi, o episodi significativi, per sempre sospesi tra i miti letterari e la realtà dei fatti concreti:

A) La caduta dal paradiso terrestre di una parte dell’umanità cosiddetta “dannata” e il salvataggio di una ristretta cerchia privilegiata da cui sarebbe discesa l’emblematica e misteriosa figura del sacerdote di giustizia Melchisedec;

B) La venerazione dell’Altissimo, o El Elyon, come Culto del Sole presso la perduta Civiltà di Atlantide;

C) L’incontro tra Abramo, patriarca delle tre religioni monoteiste, e lo stesso Melchisedec, re del regno di Salem, contenuto nel quattordicesimo capitolo della Genesi biblica.

Di tale misteriosa figura che avrebbe introdotto il sacrificio del pane e del vino, idealmente collocata tra l’El ebraicoAbramo, ci ha narrato anche Paolo di Tarso in una famosa “Lettera agli Ebrei”.

In questo prezioso documento l’ebreo ellenizzato San Paolo ci ha descritto questo individuo come “senza padre e senza madre”, dunque come un’entità di origini divine senza principio né fine.

Dopo aver citato questi antefatti è possibile rilevare come il culto solare abbia trovato esponenti di spicco in tutte le principali credenze del mondo arcaico come ad esempio Osiride nell’antico Egitto, Ahura Mazda in PersiaApollo nell’antica Grecia e il Logos solare presso i primi Gnostici solo per menzionare i casi più famosi.

Ed è anche in ossequio a queste antiche credenze che numerose chiese cattoliche sono state orientate con l’abside a est e l’ingresso dei fedeli a ovest proprio per seguire idealmente il sorgere e il tramontare del sole.

Questo fiume di credenze è poi sceso in profondità per ritornare a scorrere in superficie solo tra il dodicesimo e il tredicesimo secolo dopo Cristo.

E ciò è avvenuto anche nell’apparire di svariati fenomeni come la Chiesa catara, il Ciclo di Re Artù, il Mistero del Santo Graal, il Dolce Stil Novo di Dante Alighieri, la Mistica tedesca di Meister Eckhart eccetera eccetera.

Durante le molteplici crociate gli stessi Ordini Templari, connessi al Culto rosacrociano, hanno esposto sulle loro effigi la croce rossa, quale antico simbolo del culto solare nella civiltà fenicia che a detta di molti era legata alla stessa Civiltà perduta di Atlantide.

Dopo questo periodo, culminato nella sconfitta dei Crociati in Oriente e nell’apparente scioglimento dell’Ordine Templare a occidente, una nuova ondata di queste credenze è risalita con forza sulla superficie dei fenomeni storici, grazie all’avvento del Rinascimento e della quasi contemporanea Riforma.

D’altronde è noto che avessero rapporti con la Confraternita o fossero essi stessi rosacrociani Leonardo Da Vinci, Martin Lutero, Giordano Bruno Tommaso Campanella, che scrisse non casualmente “La città del sole” (1602).

In onore del culto solare lo stesso Francis Bacon, già gran Maestro dell’Ordine Rosacrociano a Londra, scrisse il famosissimo saggio utopico intitolato significativamente “La Nuova Atlantide”, che fu pubblicato postumo solo nel 1627.

In ogni caso lo scontro tra il Vecchio ordine mondiale, facente capo a Roma, e il Nuovo ordine mondiale, rispondente a Londra, rientrò parzialmente nei ranghi con la Controriforma, operante soprattutto nei territori della lacerata Italia e della cattolicissima Spagna.

Del resto la svolta decisiva e definitiva si sarebbe avverata poco più tardi, tra il sedicesimo e il diciassettesimo secolo, con il successo delle rivoluzioni inglesi (1628-1660, 1688-1689), americana (1775-1783) e francese (1789) oltre al nostrano risorgimento italiano (1820-1861) che avrebbero sancito il definitivo trionfare di un Nuovo Potere.

Dopo tali epocali eventi, il Culto della Rosacroce è andato sempre più avvicinandosi, o riavvicinandosi, a quelle pratiche cosiddette deviate che avrebbero fatto la loro clamorosa comparsa durante l’ottocento per giungere sino all’attualità della nostra più recente cronaca nera.

In questo periodo fondamentale, anche per il pensiero filosofico occidentale, che avrebbe registrato il passaggio dall’idealismo all’irrazionalismo, l’esoterismo si sarebbe sempre più accostato all’occultismo e ai servizi segreti anche per opera di figure ormai leggendarie come Eliphas Lévi, Helena Blavatsky e Aleister Crowley.

Nell’immagine “L’incontro di Abramo con Melchisedec”, dipinto ad olio su tavola realizzato dal pittore fiammingo Pieter Paul Rubens tra il 1616 e il 1617.