Canzoniere Petrarchesco

Francesco Petrarca nacque ad Arezzo il 20 luglio dell’anno 1304, dunque sotto il segno zodiacale del Cancro al modo del poeta Giacomo Leopardi

Ancora bambino fu condotto a Carpentras, nelle vicinanze di Avignone, luogo ideale di continue andate e ritorni per il meccanismo onirico della sua Anima.

Suo padre, un facoltoso notaio fuoriuscito da Firenze, lo spinse a studiare diritto prima a Montpellier e poi nella più accogliente Bologna tra il 1320 e il 1326.

Fece la sua apparizione probabilmente in quella circostanza l’opposizione tra il negozio cittadino e l’ozio più appartato delle campagne francesi, che avrebbe accompagnato il Poeta per tutto il resto della sua vita.

Era solo una delle dicotomie che avrebbero imposto con forza i loro aut-aut al cammino della sua esistenza: la distanza tra il latino e il volgare, l’opposizione tra una vita estetica e una vita etica, il dissidio tra la volontà interiore e la rappresentazione della pagina scritta.

In un percorso a metà strada tra l’Irrazionalismo e l’Esistenzialismo il Petrarca ha infatti recuperato una dimensione del Soggetto che ha ricordato in molti frammenti le “Confessioni” di Sant’Agostino.

Un tragitto dal tumulto amoroso alla perfezione del ricordo scritto, sempre lontano dalla Firenze dantesca, nella riscoperta di un’arcaica Roma o nella visione da sogno di una rivelata Venezia.

L’opposizione tra l’Alighieri e il Petrarca, che si firmava in ogni caso “Il Fiorentino”, ha aperto infatti la strada a quelle successive tra il Brunelleschi e l’Alberti in architettura così come tra il Rinascimento e l’Umanesimo in tutte le forme d’arte.

Ma l’Eredità letteraria del Canzoniere petrarchesco è stata raccolta da tutta la Letteratura italiana da “L’Orlando furioso” di Ludovico Ariosto sino a “L’Infinito” di Giacomo Leopardi che ha trovato la sua Aura sotto i raggi rarefatti della Luna

Nell’immagine visuale del “Paleis des Papes” ad Avignone