Colpi di Stato e Colpi di Mano

La notizia del presunto colpo di stato che, secondo le principali fonti massmediatiche, sarebbe avvenuto in Turchia solo due giorni fa, ovvero nella notte tra il 15 e il 16 luglio 2016, ha davvero degli aspetti sorprendenti.

Innanzi tutto colpisce la durata dell’avvenimento: il golpe sarebbe durato appena quattro ore e quindi decisamente troppo poco.

In secondo luogo il singolare modo in cui sarebbe stato risolto, ovvero incitando la gente inerme a scendere in piazza contro lo smisurato apparato bellico turco.

E infine quell’apparizione tramite il cellulare, inscenata dal presidente Recep Tayyip Erdogan (classe 1954) presso il principale telegiornale turco, che sinceramente mi pare degna delle migliori finzioni cinematografiche.

Inverosimile risulta anche la vicenda dei tentati atterraggi del premier turco che la Germania gli avrebbe negato e di cui altri paesi, come la Gran Bretagna e l’Italia, avrebbero solo rimandato l’approvazione.

Lo stesso Erdogan ha ringraziato Dio, (in questo caso Allah) per aver fatto avvenire questo colpo di stato consentendogli così di cambiare elementi rilevanti e cospicui dell’esercito e della magistratura.

In effetti, proprio a seguito di questo golpe, citando il “Fatto quotidiano”, il premier avrebbe ordinato, attraverso l’H.Y.S.K. (l’equivalente del nostro Consiglio Superiore della Magistratura) l’arresto di circa 2800 militari e di quasi 3000 giudici.

E a questo proposito bisogna menzionare l’opinione in merito esposta dal leader dell’opposizione Kemal Kılıçdaroğlu (classe 1948) secondo il quale Erdogan avrebbe orchestrato e condotto tali manovre proprio allo scopo di un accentramento di potere verso un presidenzialismo sempre più prossimo alla dittatura.

Bisogna poi ammettere che la Turchia, quale crocevia tra Oriente e Occidente, è stata una terra fondamentale sin dai tempi più antichi e i resti di bekli Tepli, risalenti a circa 12500 anni fa ne costituiscono una testimonianza molto rilevante già prima dei fasti dell’Impero persiano

Si tratta dello stesso territorio che ha dato i natali al padre del Cristianesimo Paolo di Tarso (5 d.C.-67 d.C.) e che con la presidenza di Mustafa Kemal Atatürk (1881-1938) è passato nelle mani del Nuovo Ordine Mondiale.

Oggi il ruolo che il paese ha assunto in seno alla cosiddetta Crisi Siriana e la rilevanza del suo premier nello scacchiere del potere internazionale ne rinvigoriscono senz’altro l’importanza.

Peraltro la Città di Istanbul, come centro del potere internazionale, è stata inserita anche in due importanti opere uscite di recente come il best seller “Inferno” di Dan Brown e “La mappa della massoneria” dello scrittore inglese Alex Churton , già menzionato dall’esperto di controinformazione Leo Lyon Zagami.

Nell’immagine una veduta panoramica della città di Istanbul.