Conseguenze inaspettate

Sabato 31 ottobre 2015 mi sono recato a Firenze per assistere ad un’attesa conferenza del noto traduttore ed esegeta biblico Mauro Biglino, intitolata significativamente “Elhoim biblici ed Eroi greci”.

Dopo la consueta introduzione del relatore sul suo passato e sulle sue esperienze professionali come traduttore per la casa editrice Edizioni San Paolo di Cinisello Balsamo (Milano), la conferenza è entrata nel vivo.

Proprio all’inizio della sua relazione Biglino ha attribuito la responsabilità delle consuete traduzioni dell’Antico testamento a suo avviso erronee, false e incomplete, ad interpretazioni di tipo platonico e neoplatonico effettuate principalmente da Teologi di religione cristiana.

Pur apprezzando il grande lavoro dell’autore di Torino mi sono reso conto per la prima volta ascoltando di persona le sue parole di alcune implicazioni filosofiche e ideologiche implicite e/o inconsce presenti nella sua “interpretazione letterale” del Codice masoretico di Leningrado.

In primo luogo con le sue traduzioni e conseguenti interpretazioni, Biglino pone al centro l’Antico testamento escludendo, almeno per adesso, dal suo interesse, e quindi anche da quello del suo vasto pubblico, il Nuovo testamento.

In secondo luogo l’autore di Torino considera le Religioni in genere come dispositivi di potere ma salva l’Ebraismo ritenendolo il frutto legittimo di un patto stretto tra il popolo ebraico e l’Elhoim di riferimento, ovvero Yahwhe.

Essendo infatti a suo avviso questo uno degli accordi narrato realmente nella Bibbia ne segue quasi automaticamente una condanna implicita del Cristianesimo e dell’Islam che a suo parere farebbero riferimento ad erronee interpretazioni del testo biblico.

In terzo luogo la sua traduzione/interpretazione delegittima qualsiasi forma di Platonismo e Neoplatonismo accentuando l’attenzione su una dimensione immanente, fortemente presente nella lingua ebraica, rispetto a qualsiasi altra di tipo più trascendente.

In sostanza Biglino con la sua interpretazione letterale condanna la concezione di Dio presente nel Cristianesimo e nell’Islam salvando di fatto l’univoca legittimità delle Credenze ebraiche in ambito divino così come il Potere ad esse conseguente.