Culti solari e saturnali

A pagina 284 del suo best seller “Figli di Matrix” (Macro edizioni 2014) l’ex giornalista ed esperto di controinformazione David Vaughan Icke ha scritto:

“Una lunga lista di divinità che precedono ‘Gesù’ fu fatta nascere il 25 dicembre, proprio sulla base di questo simbolismo solare. Il solstizio d’inverno, il punto minimo d’intensità solare nell’emisfero settentrionale, cade il 21/22 dicembre.

Era questo il periodo in cui gli antichi dicevano che il Sole era ‘morto’, sprofondando nell’oscurità. A partire dal 25 dicembre, tre giorni dopo, dicevano che il Sole avesse ricominciato il suo viaggio di ascesa verso l’apice della sua intensità estiva, per cui si diceva che in quel giorno il Sole fosse nato o rinato.

Per questa ragione la nascita degli antichi dei del sole era fissata tre giorni dopo il solstizio d’inverno. Come oggi tutti sanno, queste divinità non sono mai esistite. Erano simboli del Sole, come fu anche Gesù insieme a molti altri.”

Da questo e da altri passi delle opere di Icke come ad esempio “Cronache dalla spirale del tempo” (Macro edizioni 2013) si può intuire come le tre grandi religioni monoteiste siano state in realtà derivate dai remoti culti e dalle credenze pagane dell’arcaica Sumeria, di Babilonia, e dell’antico Egitto.

A riprova di questa derivazione stanno anche molti altri indizi come ad esempio la particolare forma delle croci celtiche, l’aureola sopra alle raffigurazioni dei santi e il “Cantico delle creature” di San Francesco d’Assisi a Fratello Sole e sorella Luna.

Inoltre la Stella solare, come Cristo ed altre divinità antiche, nasce, muore e risorge sia dal giorno alla notte che durante il corso delle stagioni, mentre proprio al centro di piazza San Pietro a Roma troneggia un originale obelisco egiziano.

Ecco perché l’astrologia, la prima forma fideistica che a partire dal medio oriente ha invaso l’intero occidente, domina ancor oggi la nostra cronologia e i nostri calendari, ma soprattutto i rituali delle classi più agiate ed abbienti sia nel clero che nella nobiltà.

Secondo molte fonti, già nella stessa civiltà ormai perduta di Atlantide, esistevano diversi culti dedicati alle principali stelle e pianeti tra i quali quello del Sole, quello lunare, quello a Saturno eccetera eccetera.

Di culti saturnali ha scritto anche il massone ed esperto di pratiche esoteriche Leo Lyon Zagami nel primo volume delle sue “Confessioni di un illuminato” (Edizioni Harmakis 2015) a pagina 53:

“Per ammettere il satanismo bisogna però ammettere l’esistenza di Satana, e coloro che si trovano coinvolti in queste sette di sedicenti illuminati spesso vivono questa loro esperienza come un semplice ritorno al paganesimo, e Satana come il semplice riflesso del Dio Saturno, conosciuto nell’antico Egitto con il nome di Seth.

I Fenici, per esempio, ogni anno sacrificavano i propri figli neonati che amavano a Chronos/Saturno ma ovviamente non possono essere considerati satanisti, accadendo tutto ciò in era pre-cristiana.

Lo stesso fondatore del Movimento Roosevelt Gioele Magaldi in un’intervista rilasciata al programma radiofonico Border Nights circa gli attentati di Parigi (7 gennaio, 13 novembre 2015) e Bruxelles (22 Marzo 2016) ne ha illustrato la chiara matrice astrologico-esoterica.

Infatti, nonostante l’apparente assurdità che questa rivelazione potrebbe suscitare, certi eventi sono stati programmati e organizzati in concomitanza di particolari allineamenti planetari.

E ciò, come ho anche scritto nel saggio “Sacrifici disumani”, pubblicato su questo blog Novo Stilos il 13 luglio 2015, potrebbe indurci a rivedere la consueta immagine che nel tempo ci siamo fatti delle cosiddette civiltà precolombiane.

Difatti nell’immaginario e nell’inconscio collettivi i Maya, gli Aztechi e gli Inca sono stati considerati a lungo come gli unici popoli, per giunta esotici e dunque lontani nel tempo e nello spazio, in grado di sacrificare persone umane.

Nell’immagine il dipinto “Sunrise by the ocean” del pittore e scultore russo Vladimir Kuš.