Da Shakespeare a Hegel

Sempre a proposito delle opere attribuite a William Shakespeare a pagina 116 del “Grande libro dei misteri irrisolti” di Colin e Damon Wilson (Newton Compton editori 2006) è possibile leggere:

“Le opere attribuite a Shakespeare sarebbero state redatte da un gruppo di illuminati e sapienti studiosi che avrebbero utilizzato il suo nome come paravento per portare in scena, sotto metafora, concetti esoterici e socialmente progressisti che, se enunciati in chiaro, li avrebbero condotti dritti alla tortura e alla morte.”

Queste ulteriori informazioni sembrano poter idealmente completare le ipotesi che ho già proposto su questo stesso argomento nell’articolo “Francis Bacon e i Drammi shakespeariani” pubblicato su questo blog Novo Stilos il 22 Marzo 2016.

È infatti ben probabile che nelle commedie e nelle tragedie shakespeariane siano contenuti temi dotati di una certa impronta progressista, almeno per l’epoca in cui sono stati proposti, come ad esempio quello dell’amore libero esposto nel dramma “Romeo e Giulietta”.  

Ciò è comprovato anche dall’influenza che questi testi hanno avuto su un autore rosacrociano e inizialmente rivoluzionario come è stato il filosofo tedesco più rappresentativo dell’indirizzo idealista ovvero G.W.F. Hegel.

Sui legami che l’autore di Stoccarda ha intrattenuto con il mondo dell’esoterismo rimando peraltro anche all’articolo “Hegel e la Rosacroce”, apparso su questo blog Novo Stilos il 6 Agosto 2015.

Ma è pure interessante notare che una citazione di Shakespeare compare anche nelle sue “Lezioni sulla storia della filosofia” secondo l’edizione postuma del 1833 curata dall’amico e allievo di Hegel Karl Ludwig Michelet.

Nell’edizione dell’editore Rusconi del 1998, a pagina 59, si può infatti leggere:

“In gioventù (Platone) coltivò la poesia e scrisse tragedie, così come anche da noi i giovani poeti iniziano con tragedie, ditirambi e canti (liriche, elegie, epigrammi). L’Antologia greca ci ha conservato alcuni di questi canti, dedicati a diversi suoi cari; tra gli altri c’è il noto epigramma a un certo Aster, uno dei suoi migliori amici, contenente questo spunto gentile:

‘Verso le stelle guardi tu, mio Aster: oh, vorrei essere il cielo, per guardarti con tanti occhi.’ È un pensiero che si ritrova anche nel Romeo e Giulietta di William Shakespeare.”

Se si eccettuano infatti autori legati al mondo letterario, come Fëdor Dostoevskij e George Gissing, o addirittura alla sfera della psicologia, come Sigmund Freud, Hegel resta il filosofo che è stato maggiormente influenzato dalle opere attribuite al Bardo di Stratford-upon-Avon.

Nell’immagine il Globe theatre Innenraum a Monaco.