Da un Medioevo all’Altro

Nel saggio “Medioevo postmoderno”, apparso su questo blog Novo Stilos l’8 dicembre 2014, mi sono soffermato sul passaggio dall’Epoca moderna a una nuova “Età di mezzo” citando i protagonisti dello Strutturalismo e del Post-strutturalismo francesi tra cui ovviamente Jean-François Lyotard, a cui si deve la nozione stessa di “Post-modernità”.

Più in particolare nelle due edizioni dei “Dialoghi aperti sulla storia della filosofia”, svoltesi tra il 2014 e il 2016, ho posto l’attenzione sui grandi cambiamenti storici avvenuti dall’antichità al medioevo e dall’epoca moderna a una nuova “Era di mezzo” (post-moderna) individuando nei due filosofi Sant’Agostino d’Ippona e Martin Heidegger i due profeti, e al contempo gli accompagnatori privilegiati di queste epocali svolte.

Come ho adeguatamente spiegato il passaggio dall’antichità al medioevo (post-antico) ha registrato l’imporsi della Teologia sulla Filosofia mentre quello dalla modernità all’attuale Età di mezzo ha visto l’imporsi della Tecnologia su una buona parte dei Saperi cosiddetti scientifici.

Ora risulta sufficientemente chiaro che se il “primo medioevo” è stato per buona parte una costruzione della Chiesa di Roma, di concerto al Sacro Romano impero (in gergo Vecchio ordine mondiale), il “nuovo medioevo” è stato architettato dalla rinascente Finanza internazionale con l’ausilio degli Stati Uniti, del Regno Unito, di Israele e più recentemente dell’Unione Europea (anche noti come Nuovo ordine mondiale).  

Tra le due Epoche di mezzo sussistono in ogni caso delle ovvie differenze perché mentre il primo medioevo si è basato sul predominio della Teologia e su di un’economia piuttosto statica il secondo ha registrato il prevalere della Tecnologia unita a un’infinita serie di scambi fortemente dinamici a somma largamente variabile.

Sembra in ogni caso valere per quest’ultimo caso la massima illustrata dallo scrittore siciliano Giuseppe Tomasi di Lampedusa nella sua opera maggiore ovvero “Il Gattopardo”: “deve cambiare tutto affinché non cambi nulla” mentre a capo di questo inedito feudalesimo risiedono saldamente le Élite della finanza internazionale.

Su come si siano originate queste Lobby di potere e su chi ne risieda al vertice vertono in ogni caso delle opinioni indiscutibilmente contrastanti, o perlomeno discordanti.

Secondo l’ex giornalista ed esperto di controinformazione David Vaughan Icke le famiglie all’apice della piramide proverrebbero ancor oggi dall’antica aristocrazia feudale attraverso vere e proprie “discendenze di sangue”.

Egli ha cercato di dimostrare questa sua ipotesi apparentemente bizzarra indicando la Casata regnante inglese e la lunga serie dei Presidenti Statunitensi che a suo avviso sarebbero imparentati in un modo o nell’altro con la discendenza merovingia di Carlo Magno in persona.

Completamente diversa l’opinione del massone Gioele Magaldi sull’argomento che, sempre in un’intervista rilasciata alla giornalista Laura Maragnani, e riportata a pagina 26 del libro “Massoni Società a responsabilità illimitata, la scoperta delle Ur-Lodges” (Chiare lettere editore 2014), ha dichiarato:

“Il mondo moderno e contemporaneo è stato costruito dalla massoneria, sconfiggendo le antiche aristocrazie ecclesiastiche e del sangue. E oggi i suoi membri più eminenti ne controllano e gestiscono il funzionamento per finalità benemerite (democratiche, liberali, libertarie, laiche, ugualitarie e filantropiche) o esecrabili, come la costituzione di nuove oligarchie dello spirito e della finanza sovraordinate alla sovranità popolare, che viene di fatto svuotata di sostanza“.

Un’ulteriore ipotesi sull’argomento l’ha offerta lo studioso e docente di Storia  Matteo Simonetti, già autore di un libro che ha fatto molto discutere intitolato “La verità sul piano Kalergi” (Edizioni Radio Spada 2015).  

In quest’opera egli ha messo in evidenza come il Conte austriaco-giapponese Richard Nikolaus di Coudhenove-Kalergi, nel suo libro ormai introvabile “Idealismo pratico” (1925), abbia esplicitamente sostenuto la necessità di una nuova Élite di banchieri ebrei in grado di governare un nuovo meticciato europeo sorto dalle mescolanze genetiche delle successive ondate migratorie.

Nell’immagine un’illustrazione del film “Le due torri”, tratto dal libro “Il Signore degli anelli” di J.R.R. Tolkien.