Da una Religione all’Altra

Nel racconto di fantascienza composto a quattro mani dagli scrittori statunitensi Howard Phillips Lovecraft (1890-1937) e Kenneth J. Sterling (1920-1995), intitolato “In the walls of Eryx” (“Tra le mura di Eryx”), e uscito per la prima volta sulla rivista Weird Tales nell’ottobre 1939, il protagonista Kenton J. Stanfield raggiunge il pianeta Venere con lo scopo di recuperare dei preziosi cristalli da rivendere a caro prezzo sul mercato terrestre.  

Completamente preso dal suo commercio per conto di un’importante società mineraria Stanfield non si spiega come mai gli strani uomini-lucertola di Venere siano così occupati a onorare gli stessi metalli preziosi in senso non commerciale ma religioso, secondo le loro particolari abitudini locali 

La situazione del racconto di Lovecraft e Sterling ricorda da vicino quella dei Conquistadores spagnoli che nel XV secolo si trovarono per la prima volta alle prese con i nativi americani intenti a ricoprire altari e templi religiosi di prezioso oro, ottimo altresì per essere scambiato sull’allora nascente mercato globale.

In effetti nel fenomeno dell’alienazione, destinato originariamente dal filosofo tedesco Ludwig Andreas Feuerbach (1804-1802) all’analisi del culto religioso, si possono riscontrare caratteristiche che Karl Heinrich Marx (1818-1883) non avrebbe esitato ad applicare alla nuova religione dello scambio mercatistico.

E alcuni filosofi esistenzialisti successivi, come ad esempio lo stesso Martin Heidegger (1889-1976) hanno addirittura individuato nell’antica fede in una Divinità suprema le origini metafisiche di quell’affidarsi ad un super-ente, oggi riconoscibile secondo molti autori nelle nuove sembianze dell’onnipotente e smisurato Apparato tecnico-scientifico

Nell’opera più celebre del Filosofo di Landshut, “L’Essenza del Cristianesimo” (prima edizione 1841), qui citata alle pagine 44 e 45 della quarta edizione Laterza (Bari, marzo 2007) è infatti possibile leggere:  

Per arricchire Dio, l’uomo deve impoverirsi; affinché Dio sia tutto, l’uomo deve essere nulla. […] In breve, l’uomo di fronte a Dio nega il suo sapere e il suo pensare per porre il suo sapere e il suo pensare in Dio. L’uomo cede la sua persona ma in compenso Dio, come ente onnipotente e illimitato, è per lui un ente personale. L’uomo nega l’onore umano ma in compenso Dio è per lui un ente rivolto a sé, egoistico, che in tutto cerca solo sé, il suo onore e il suo vantaggio. Dio è dunque l’auto-appagamento del proprio individualismo, sfavorevole ad ogni altra cosa ovvero l’auto-godimento dell’egoismo.”  

E analogamente nei “Manoscritti economico-filosofici”, composti da Marx tra l’Aprile e l’Agosto 1844 a Parigi, ma pubblicati da alcuni ricercatori sovietici soltanto nel 1932, qui citati a pagina 56 dell’edizione Hachette (settembre 2016), si può ancora leggere:  

Quanto più l’operaio si affatica nel lavoro, tanto più potente diviene il mondo estraneo, oggettivo ch’egli si crea di fronte, tanto più povero diventa lui stesso, il suo mondo interiore, e tanto meno è ciò che gli appartiene. La stessa cosa avviene nella religione. Quante più cose l’uomo pone in Dio, tante meno ne conserva in se stesso.  

In questi due passi appare chiaro come un nuovo Culto dei liberi e illimitati scambi, da tempo imperante nell’attuale Ordine mondiale (il Capitalismo globale), si sia sostituito alla vecchia Religione della precedente Struttura di potere, vale a dire il Cristianesimo cattolico del Sacro romano impero

Ma questo passaggio “da una religione all’altra”, come ho già spiegato anche in altri miei scritti, è avvenuto attraverso vicende storiche successive con esiti alterni quali sono state le Crociate (XI-XIII secolo) con i suoi ordini Templari, il Rinascimento (XIV-XVII secolo) con le sue Signorie (tra cui la Famiglia Medici, in auge tra il XV e il XVIII secolo), le Riforme protestanti (XVI secolo) con i suoi agenti segreti, tra cui Martin Lutero (1483-1546) e infine la Rivoluzione francese (1789) con i suoi Ideologi, tra cui Voltaire (1694-1778) e Jean-Jacques Rousseau (1712-1778).

Nell’immagine una scena del film “2001: Odissea nello spazio” (1968) del regista statunitense naturalizzato britannico Stanley Kubrick (1928-1999).