Dal Centro filosofico alla Periferia scientifica

Nella Storia della filosofia occidentale ogni indirizzo di pensiero ha portato avanti la sua visione della realtà e delle cose basata sui suoi principi e sulle sue teorie.

Il centro storico delle scienze singole, o saperi specialistici, si è formato principalmente durante la civiltà greco-antica che ha codificato e sistematizzato molti suoi risultati a partire dalle conoscenze arcaiche delle civiltà medio orientali come ad esempio quella sumera, quella babilonese e quella egiziana.

Si è così formato quell’originario reticolato di vicoli che avrebbero condotto l’uomo dal centro storico verso le più ampie strade e i quartieri periferici dei saperi specifici per poi volgerlo nuovamente incontro alle autostrade delle super-tecnologie.

Nella piccola città di Pistoia abbiamo per esempio via degli Orafi, che da piazza del Duomo porta in via della Madonna, che a sua volta sfocia in via Niccolò Puccini, per condurre ancora in via Nazario Sauro.

Quest’ultima si raccorda alla via Provinciale Lucchese così come alla superstrada per ricongiungersi infine alla più ampia rete autostradale.

In modo simile possiamo riscontrare che i frammenti e le opere lasciateci dai filosofi greco-antichi sembrano anch’esse condurre da un centro ideale, per così dire filosofico, agli attuali saperi specialistici.

Abbiamo così i frammenti di una sapienza mitica ed originaria, attribuiti al maestro e profeta Pitagora da Samo, che hanno condotto alle attuali geometria, aritmetica e logica.

Serbiamo gli aforismi dei famosi sofisti Protagora di Abdera e Gorgia da Lentini che con le loro indagini hanno precorso l’antropologia e la linguistica moderne.

Conserviamo i frammenti del “Poema sulla Natura” di Parmenide da Elea, che ci ha condotto all’attuale fisica secondo il sogno di ogni realista per cui il tempo non esiste. 

Possiamo meditare sugli oscuri frammenti di Eraclito da Efeso, che ha posto l’attenzione sul “conosci te stesso” e sul tempo precorrendo un pensiero autocosciente assieme a qualsiasi storia universale del divenire.

Abbiamo le lettere di Epicuro che ha posto l’attenzione sugli stati psichici come il piacere e il dolore che avrebbero interessato a fondo le speculazioni dell’indirizzo irrazionalista così come le analisi della psicologia.

Serbiamo le monumentali opere del più famoso filosofo di sempre, ovvero Platone, che ha posto al centro della sua speculazione la comunità con i suoi valori e le sue leggi, preparando il campo alla sociologia e alla teoria politica marxista.

Conserviamo l’enciclopedica opera del maestro Aristotele che ha organizzato la sua filosofia come un’Ontologia e una Teoria della conoscenza precorrendo la strada dell’indirizzo pragmatista (o pragmaticista) e dell’odierna Filosofia della scienza.

Possiamo meditare sulle “Enneadi” di Plotino che a partire dal dialogico e dissonante platonismo ha costruito una sintesi spirituale inedita aprendo un vasto sentiero, se pur poco battuto, allo spiritualismo bergsoniano e alla fenomenologia husserliana.

Ed infine abbiamo i Trattati di Sant’Agostino d’Ippona, ultima voce dell’antichità e primo filosofo del medioevo, che ha realizzato una sua personale auto-comprensione dell’esistenza diveniente.

Questa ci avrebbe portato dalla Teologia di allora alla Tecnologia di oggi, un “discorso”, in ogni caso, “sempre aperto sulla tecnica”.

Nell’Immagine una visuale panoramica della città di Pistoia con la “Basilica della Madonna dell’Umiltà” in primo piano.