Dal Cristianesimo al Messianismo

In alcune delle sue più recenti conferenze il noto autore italiano Mauro Biglino (classe 1950) ha riportato una recente affermazione del primo Papa gesuita Jorge Mario Bergoglio (classe 1936), al secolo Francesco.

Quest’ultimo avrebbe affermato “Lasciamo la teologia ai teologi” che, considerata la forte impronta filosofica e teologica della religione cristiana, sarebbe un po’ come dire: “Lasciamo il Cristianesimo ai Cristiani”.

In toni diametralmente opposti si era espresso pochi anni fa il papa misteriosamente deposto Joseph Aloisius Ratzinger (classe 1927), al secolo Benedetto XVI, riaffermando che la dottrina cristiana possiede essenzialmente una matrice filosofica.

È proseguito dunque, anche in questo confronto a distanza tra il 265° e il 266° Vescovo di Roma, lo scontro che ha visto fronteggiarsi per quasi duemila anni le due anime principali della Chiesa cattolica.

E a questo proposito non posso che rimandare chi sia ulteriormente interessato al breve saggio che ho pubblicato su questo blog Novo Stilos il 27  gennaio 2016, intitolato perentoriamente “Le due vie del Cristianesimo”.

In effetti la Chiesa cattolica è sempre apparsa lacerata da un conflitto interno inerente la scelta tra l’ingombrante eredità dell’Impero romano occidentale (spesso esternata nel quasi omonimo “Sacro Romano Impero”) e il richiamo di un malcelato messianismo ebraico.

Recentemente quest’ultimo approccio è sembrato prevalere in modo netto sul primo, lasciando sfumare l’ipotesi  temporale/territoriale anche a seguito dei due devastanti conflitti mondiali.

Del resto, com’è assai noto, dietro ogni rappresentazione del sapere si cela una precisa volontà, ovvero uno specifico potere, e in questo caso, come in molti altri, la strada di un Nuovo Ordine Mondiale è stata decisamente imboccata.

Nell’immagine una foto della Basilica di San Pietro a Roma.