Dal Determinismo all’Irrazionalismo

Tra la filosofia di René Descartes (1596-1650) e quella di Baruch Spinoza (1632-1677) sussiste una relazione simile a quella che intercorre tra la riflessione di Immanuel Kant (1724-1804) e la speculazione di Arthur Schopenhauer (1788-1860).  
Si può notare infatti come l’opera letteraria del filosofo ebreo-olandese abbia preso le mosse da un commento alla filosofia cartesiana mentre quella, più irrazionalista, del filosofo di Danzica sia iniziata proprio con un’illustrazione della riflessione kantiana.
Addirittura la prima opera di Spinoza è consistita in un resoconto sui principi della filosofia cartesiana, che egli aveva preparato per il ristretto circolo dei suoi uditori.
Se non ricordo male invece l’opera letteraria di Schopenhauer è cominciata proprio con una dissertazione di laurea all’università di Jena circa la filosofia kantiana intitolata significativamente “Sulla quadruplice radice del principio di ragione sufficiente” (1813).
Ora sia Descartes che Kant, seguendo uno schema classico, avevano anteposto la filosofia teoretica (cioè teorica) a quella etica (ovvero pratica), subordinando di fatto la seconda alla prima.
Cartesio, poco interessato a una profonda riflessione etica, nel suo celebre “Discorso sul metodo”, pubblicato a Leida in forma anonima nel 1637, aveva addirittura proposto l’adozione di una semplice “morale provvisoria”.
Nei sistemi di Spinoza e Schopenhauer invece il rapporto tra la riflessione teoretica e la speculazione etica si è per così dire ribaltato, subordinando sostanzialmente la filosofia teorica a quella pratica.
E le similitudini tra i due autori potrebbero non finire qui dal momento che mentre la Sostanza spinoziana si manifesta in infiniti attributi, la corrispondente Volontà di Schopenhauer si realizza anch’essa in molteplici rappresentazioni.
Già da questi scarni elementi risulta possibile intuire quali siano stati i motivi che hanno spinto il filosofo irrazionalista Friedrich Wilhelm Nietzsche (1844-1900) interessarsi così diffusamente prima all’Irrazionalismo e poi al Determinismo spinoziano, proseguendo in ciò i destini di una filosofia tedesca ormai giunta alla sua piena maturità.
Spinoza d’altra parte, con l’esempio della sua esistenza, aveva già realizzato concretamente quell’ideale di vita ascetica che Schopenhauer, quasi un secolo e mezzo più tardi, avrebbe soltanto teorizzato.
E a tal proposito non sembra irrilevante sottolineare come anche il famosissimo fisico ebreo-tedesco, naturalizzato svizzero e poi statunitense, Albert Einstein (1879-1955) abbia manifestato il suo interesse per entrambe queste due elaborate espressioni della filosofia occidentale. 
Nell’immagine una foto della Spinozahuis, la Casa-museo di Spinoza a Rijnsburg, una località dei Paesi Bassi situata nella municipalità di Katwijk, nella provincia dell’Olanda meridionale.