Dal Neolitico alla Storia

A pagina 39 del suo best seller “Civiltà sommerse” (Edizione Tea, marzo 2016) l’esperto di archeologia misteriosa Graham Hancock (classe 1950) sembra condividere alcune ipotesi del teorico degli antichi astronauti Zecharia Sitchin (1920-2010) in merito alle remote origini della civiltà sumera:

“Le scoperte del geologo olandese Kurt Lambeck (classe 1941) erano per me di enorme interesse, perché nell’antichità il Golfo Persico era stata la sede di una cultura misteriosa quanto straordinaria ovvero i Sumeri.

I loro miti sul diluvio costituiscono l’archetipo per la molto più tarda storia di Noè, nell’Antico Testamento, ed essi sono considerati dagli archeologi come i fondatori della più antica civiltà evoluta nella storia universale del mondo.”

In questo passo assai significativo il noto giornalista ed autore scozzese ha anche utilizzato l’aggettivo “misteriosa” probabilmente in riferimento al fatto che, purtroppo, del popolo sumero non si conoscono le precise origini.

Questa situazione imbarazzante per gli archeologi ha portato molti studiosi, come ad esempio lo stesso Sitchin e il noto esegeta biblico Mauro Biglino (classe 1950), a supporre contatti dei sumeri con entità extraumane in grado di trasmettergli le conoscenze minime per la fondazione e lo sviluppo di una civiltà evoluta come la loro.

Dunque, attenendosi a queste congetture, il popolo sumero sarebbe stato prescelto o nuovamente istruito come il destinatario fruitore di particolari conoscenze e strumentazioni tecnologiche che avrebbero traghettato l’umanità fuori dalla cosiddetta epoca neolitica.

Certo questa sorta di frattura epistemica così netta tra l’era neolitica e la storia universale umana potrebbe anche essere la conseguenza meno felice delle nostre attuali lacune conoscitive circa l’oscuro ed estesissimo periodo di tempo che ha preceduto il quarto millennio avanti Cristo.

In effetti a pagina 56 della stessa opera, “Le civiltà sommerse”, si possono constatare gli ulteriori dubbi di Hancock sia in merito alle oscure origini della civiltà sumera che alle estreme particolarità e singolarità della lingua utilizzata dagli stessi Sumeri.

“Nonostante si sappia così tanto sull’evoluzione e lo sviluppo della splendida civiltà urbana dei sumeri, riesce sorprendente scoprire che esiste un ‘problema sumerico’ circa le sue origini. Ed esiste anche un mistero riguardo alla lingua dei sumeri.

Siamo in grado di leggerla e di studiarla perché civiltà più tarde, come ad esempio la babilonese, conservarono archivi di testi sumerici e li tradussero diligentemente nelle loro lingue. Tuttavia il sumero ha una particolarità che lo distingue e non lo si può porre in relazione con nessuna delle famiglie linguistiche esistenti al mondo.”

Ma quale spiegazione ci hanno offerto i Sumeri stessi circa le loro misteriose origini? A pagina 57 del medesimo e pluricitato testo possiamo leggere:

“I miti e le leggende sumerici sul mondo prima del diluvio non si limitano certo a parlare di cinque antiche città. Ci raccontano anche una storia straordinaria di come i loro antenati, che vivevano nei tempi più antichi, ricevettero la visita di una setta di esseri semidivini descritti come mezzi uomini e mezzi pesci, che erano stati mandati dagli dei per insegnare le arti della civiltà al genere umano prima che accadesse il diluvio e che erano essi stessi emersi dal mare.

Il nome collettivo con cui erano conosciute queste creature era i ‘Sette Sapienti’ e il nome del loro capo era Oannes. Ognuno di loro era associato come consigliere a un re antidiluviano, ed erano noti per la loro saggezza negli affari di stato e per le loro capacità come architetti, costruttori e ingegneri.”

E a questo stesso riguardo sembra difficile non prendere atto delle incredibili scoperte archeologiche che sono state realizzate presso i siti archeologici di Tell Al’Ubaid, Ur ed Eridu nell’attuale Iraq meridionale.  

In questi luoghi sono stati ritrovati molti manufatti addirittura risalenti all’ottavo millennio avanti Cristo e raffiguranti umanoidi con curiose caratteristiche di tipo rettiliano e/o rettiloide.

Se queste reali o fittizie creature, rappresentate in statuette dalla cultura pre-Sumera di Ubaid (operante tra il 5500 e il 3500 a. C.), fossero anche lontanamente imparentate con Oannes e i Sette Sapienti rimane una domanda che risulta spontaneo perlomeno porsi.

Nell’immagine alcune foto del famoso prisma di argilla Weld Blundell, ospitato al Museo Ashmolean di Oxford e contenente delle misteriose liste di Re sumerici.