Dalla Francia all’Europa

L’Ode “Il cinque maggio” (1821), che lo scrittore e poeta italiano Alessandro Manzoni (1785-1873) ha dedicato al condottiero francese Napoleone Bonaparte (1769-1821), si conclude con un dubbio assai legittimo: “Fu vera gloria? Ai posteri l’ardua sentenza”. 

Infatti, come ho scritto nell’articolo “L’oscuro incedere della libertà”, appena pubblicato su questo blog Novo Stilos il 19 Marzo 2017, sulla reale natura dell’Epopea napoleonica incombono fondamentali quesiti d’ordine sia Etico che Storico.

Qual’era il reale scopo delle imprese napoleoniche e chi ne ha tratto il maggior vantaggio? Certo chi voleva liberarsi delle ultime istituzioni feudali e cattoliche, come ad esempio il Sacramento del Matrimonio, ha trovato in questo evento storico un’occasione irripetibile

Del resto è altrettanto evidente come attraverso il subitaneo quanto fugace attuarsi dell’Epopea napolenonica, le principali idee della Rivoluzione francese (1789) si siano diffuse rapidamente verso ogni angolo dell’attuale Europa.

Si tratta di un’estensione territoriale dei principi illuministici che, almeno sul piano filosofico, ha trovato un riscontro teorico nel passaggio dal Criticismo fisico-razionalistico di Immanuel Kant (1724-1804) all’Idealismo storico-oggettivo di G.W.F. Hegel (1770-1831). 

Il Filosofo di Stoccarda, ampliando l’ambito della ragione ad ogni territorio dello scibile umano con la sua “Enciclopedia delle scienze filosofiche in compendio” (1817), si è infatti sentito nella condizione di poter affermare che “Il Reale è razionale”.

D’altra parte, sul piano della Temperie strutturalista novecentesca, qualcosa di non troppo dissimile è avvenuto quando i principi dell’Antropologia strutturale, forgiati dall’antropologo francese Claude Lévi-Strauss (1908-2009) sono stati reimpiegati dal filosofo e storico suo connazionale Michel Foucault (1926-1984). 

Quest’ultimo, applicando le categorie lévi-straussiane del cosiddetto Pensiero selvaggio (di fatto un “Kantismo senza soggetto”) al più vasto ambito della Storia universale occidentale, ha dato luogo nuovamente a una tanto celebrata, quanto enciclopedica, “Archeologia del sapere” (1969).  

Nell’immagine un particolare del dipinto “Napoleone attraversa le alpi”, realizzato dal pittore francese Jacques-Louis David.