Dall’Agenda illuminata al Manifesto comunista

Le turbolente e avventurose vicende esistenziali del padre del comunismo scientifico Karl Heinrich Marx (1818-1883) mi hanno sempre affascinato, suscitando nella mia mente un vivo e particolare interesse.

Per quale motivo ad esempio il Filosofo di Treviri, dopo essere stato cacciato dalla Germania, dalla Francia e dal Belgio, avrebbe trovato asilo politico proprio nella liberale e industrializzata Londra, sede privilegiata dell’importante casata ebreo-ashkenazita dei Rothschild?

Le altrettanto note corrispondenze tra la cosiddetta Agenda degli Illuminati bavaresi di Adam Weishaupt (1748-1830) e il Manifesto del partito comunista del 21 Febbraio 1848 hanno destato in me, come del resto in altri autori tra cui David Vaughan Icke (classe 1952) e Marco Pizzuti (classe 1971) ulteriori sospetti circa la possibilità di eventuali, quanto insospettabilicollegamenti.

A pagina 31 del libro “Rivelazioni non autorizzate” (Edizioni Il Punto d’Incontro, Aprile 2009) il già citato autore italiano ha infatti esposto sinteticamente i punti principali dell’ambizioso programma degli Illuminati oggi portato quasi a completo compimento:

1. Abolizione della monarchia e di ogni altro governo legale.
2. Abolizione della proprietà privata.
3. Abolizione del diritto di eredità privata.
4. Abolizione del patriottismo e della lealtà militare.
5. Abolizione della famiglia, cioè del matrimonio come legame permanente, e della moralità familiare; permesso il libero amore; l’educazione dei figli viene affidata alla comunità.
6. Abolizione della religione.

Innanzi tutto, anche ad un primo sguardo delle opere Marxiane (o Marxiste), si può notare quanta attenzione sia stata dedicata allo studio della Rivoluzione francese del 1789 considerata un’espressione concreta del concetto, più teorico che pratico, di “Lotta di Classe”.

Secondariamente stupisce come il secondo punto dell’agenda (l’abolizione della proprietà privata) sia poi comparso quasi inalterato nel “Manifesto del partito comunista”, redatto a quattro mani dal Filosofo di Treviri e dal sodale amico Friedrich Engels (1820-1895) tra il 1847 e il 1848.

Il quinto punto (quello dell’abolizione della famiglia) recupera addirittura un’istanza già presente in uno dei più celebri e classici testi di argomento filosofico-politico, ovvero la famosissima e idealizzata “Repubblica” dell’autorità greco-antica Platone (428/427 a.C.-348/347 a.C.)

Per quanto riguarda invece il sesto ed ultimo punto (l’abolizione della religione) possiamo ricordare facilmente come Marx abbia parlato in più occasioni della religione come di un indesiderato quanto dannoso “Oppio dei popoli”.

E come se non bastasse il già menzionato David Icke, alle pagine 85 e 86 del suo best seller “E la verità vi renderà liberi” (Macro edizioni, Maggio 2001) ha rivelato quali fossero in realtà le altisonanti appartenenze e parentele del padre del comunismo scientifico eletto a condottiero teorico del movimento proletario:

Marx apparteneva a una società segreta della rete Èlite/Illumintati/Confraternita chiamata Lega dei Giusti, che in seguito divenne Lega Comunista. La Lega dei Giusti fu una filiazione della Società delle Stagioni, che ricoprì un ruolo determinate durante la Rivoluzione francese. Ancora una volta il nostro sguardo va alla Germania, culla degli Illuminati bavaresi.

La Lega dei Giusti fu denominata Bund der Gerechten o, semplicemente Bund. Dietro l’ascesa del Marxismo c’era questa potenza e Marx non fu che l’ennesimo uomo di facciata. È interessante che il primo maggio sia stato scelto come giorno di celebrazione nazionale dai paesi marxisti-leninisti e socialisti così come dai gruppi socialisti sparsi per il mondo. Gli Illuminati bavaresi, i fondatori della Bund, nacquero proprio il primo maggio del 1776.

Marx aveva stretti legami con l’aristocrazia britannica, avendo sposato Jenny von Westphalen, che era imparentata con i duchi scozzesi di Argyll e con i Campbell. Tra i suoi antenati c’era Anna Campbell, Contessa di Balcarras e Argyll e governante del Principe d’Orange, il futuro Re Guglielmo, che aveva rilasciato la concessione alla Banca d’Inghilterra provocando un’indescrivibile miseria in Irlanda.

Archibald Campbell, primo duca d’Argyll, nel 1688 accompagnò Guglielmo nel suo viaggio in Inghilterra, dove fu incoronato re. L’attuale Conte di Balcarras è imparentato con il Visconte Cowdray (Weetman John Churchill Pearson). la cui madre era la figlia di Lord Spencer Churchill. Questi erano alcuni dei legami del rivoluzionario del popolo Karl Marx.”

A questo punto anche le audaci similitudini tra le famosissime Novantacinque tesi (1517) di Martin Lutero (1483-1546) e i punti del manifesto comunista proposte dal giovane autore italiano Diego Fusaro (classe 1983) non appaiono prive d’importanza.

A ben vedere infatti sia il Teologo sassone che il Filosofo di Treviri hanno lavorato duramente all’abbattimento del Vecchio ordine mondiale, contribuendovi d’altra parte in larga misura.

Nell’immagine una foto della Reading room nel British Museum di Londra in cui pare che Marx abbia trascorso molti anni di studio.