Dall’Analisi all’Interpretazione

Secondo il filosofo italiano Maurizio Ferraris con la “Critica della ragion pura” di Immanuel Kant si è aperta una nuova epoca di correlazioni tra soggetto ed oggetto che avrebbe finito per condurre il pensiero occidentale moderno al celebre motto del filosofo irrazionalista Friedrich Wilhelm Nietzsche: “Non esistono fatti ma solo interpretazioni”.

Oggi è difficile intendere fino in fondo il senso in cui Kant abbia voluto utilizzare la parola “Critica” ma è certo che il pensiero filosofico moderno è passato dal ritenersi in grado di un’Analisi, quanto più possibile oggettiva, alle Interpretazioni, ormai dichiaratamente soggettive dei suoi protagonisti.

Questo percorso è ovviamente partito dalla Logica e dall’Osservazione empirica per passare attraverso la dialettica e giungere infine all’Interpretazione dell’Esistenza.

D’altronde se Gottfried Wilhelm von Leibniz, con il suo logicismo, ha scelto come metodi l’analisi e la deduzione, David Hume, con il suo empirismo scettico, ha optato per l’esperienza e l’induzione come mezzi privilegiati per giungere alla realtà dei fatti empiricamente accertati.

Kant, con il suo realismo, ha poi insistito su un’analisi critica così come sull’importanza delle ipotesi, ovvero i famosi giudizi sintetici a priori.

E la dialettica di Hegel e Marx, riprendendo la dottrina eraclitea e i dialoghi platonici, ha preceduto la fenomenologia, la psicoanalisi e l’interpretazione dunque di nuovo l’analitica esistenziale di Martin Heidegger.

Ma se la Fenomenologia di Husserl ha previsto un’Epoché preventiva, in grado di mettere tra parentesi le verità di ogni presupposto fisico-realista, la Psicoanalisi freudiana ha pensato all’Ipnosi come a un metodo per mettere in parentesi la coscienza aprendo così le porte alle verità dell’inconscio.

I metodi della logica leibniziana, della scèpsi humeana, della critica kantiana, della dialettica hegeliana e poi marxista, della psicoanalisi prima irrazionalista e poi freudiana, della prassi macro-argomentativa peirceana, della fenomenologia husserliana e dell’interpretazione heideggeriana hanno fatto dunque da protagonisti nelle maggiori scuole filosofiche moderne che li hanno ospitati utilizzandoli.

Gli autori dello strutturalismo e del post-strutturalismo, come ad esempio Ferdinand De Saussure, Claude Lévi Strauss, Michel Foucault, Louis Althusser, Jacques Lacan, Gilles Deleuze e Jacques Derrida hanno poi sottolineato il valore dell’interpretazione sostenendo che ogni sapere è potere ma soprattutto richiamandosi al fatto che nessun sapere è innocente.  

Nell’immagine il dipinto “Pittore a trent’anni” realizzato nel 1925 dal pittore russo Vasilij Kandinskij.