Dalle Grandi alle Brevi Narrazioni

Nello scritto “Ricognizioni sotterranee”, apparso su questo blog Novo Stilos il 15 agosto 2016, ho elencato alcuni degli eventi storici più significativi per poter meglio comprendere l’attuale trionfo del Nuovo ordine mondiale a scapito del Vecchio stato di cose.

Alcuni di questi sono stati le due Guerre civili inglesi (1642-1651 e 1688-1689), lo Scisma anglicano (XVI secolo) e la Riforma protestante, o luterana (XVI secolo), che hanno costituito la prima base anglo-sassone da cui far decollare un nuovo tipo di potere, solo apparentemente di semplice stampo commerciale.

In episodi come la Rivoluzione francese (1789), la breve Epopea napoleonica (1799-1815), il Risorgimento italiano (1815-1871) e la Prima guerra mondiale (1814-1818) lo stesso nuovo ordine sovranazionale ha sottratto al vecchio potere stati un tempo sovrani come ad esempio la Francia, la Spagna, l’Italia, l’Austria-Ungheria eccetera eccetera.

A questo stesso proposito è utile rilevare che la Rivoluzione d’ottobre (1917) e il primo conflitto mondiale hanno raggiunto solo in parte i loro obbiettivi espansionistici nei confronti di grandi nazioni come l’attuale Federazione russa e/o l’odierna Repubblica turca.

E a riprova di ciò si noti che la Russia e la Turchia costituiscono ancor oggi, assieme alla Repubblica islamica dell’Iran e alla Repubblica araba della Siria, i più ampi problemi diplomatici del Nuovo ordine mondiale.

In ogni caso, come ho già rilevato nello scritto di cinque giorni fa intitolato “Ritorno al tempo ciclico” (Novo Stilos, 1 ottobre 2016) tra le conseguenze di questi cambiamenti vi è stato anche l’abbandono di una certa concezione temporale a favore di un’altra, di natura ben diversa dalla prima.

Almeno nella visione imposta alle masse si è così passati da un tempo lineare, progettuale, gradualista e trascendente a una dimensione temporale più anonima, circolare, nichilista e catastrofista, ma soprattutto immanente.

Alcuni scienziati e liberi pensatori come ad esempio il biologo francese Georges Cuvier (1769-1832) i filosofi Friedrich Wilhelm Nietzsche (1844-1900), Michel Foucault (1926-1984), Jean-François Lyotard (1924-1998) avevano senz’altro profetizzato questo esito tanto agognato di un ritorno alla circolarità.

La recente e artificiale invenzione del Cristianesimo ha infatti sottratto l’uomo occidentale per quasi duemila anni al tempo naturalmente ciclico dei miti antichi, che prima o poi (c’era da aspettarselo) avrebbe realizzato una sua trionfale riapparizione.

Le grandi narrazioni come ad esempio il Cristianesimo, l’Illuminismo, il Marxismo e il Darwinismo hanno così dovuto cedere il passo, o restituirlo, alle brevi narrazioni circolari fatte di veloci andate e altrettanto fugaci ritorni, sul modello delle attuali relazioni umane.

L’antica progettualità però, lungi dall’essere uscita completamente di scena, è entrata in una nuova ed inedita dimensione (alcuni dicono la quarta) sicuramente più inconscia, giungendo nelle mani di un nuovo potere, lontano dagli sguardi indiscreti delle imponenti ed omologate moltitudini.

Nell’immagine una foto della vetrata “The Spirit of Thanksgiving” nel complesso “Thanks-Giving Square” a Dallas, Texas (U.S.A.), progettata da Gabriel Loire di Chartres e disegnata da John Hutton.