Eraclito e il Pensiero esoterico

Come ho avuto modo di scrivere in un articolo apparso su questo blog Novo Stilos il 6 Agosto del 2015 sostengo ancora oggi che l’esponente più accreditato dell’idealismo tedesco G.W.F. Hegel abbia intrattenuto stretti rapporti con il pensiero esoterico e la tradizione rosacrociana.

Lo stesso autore di Stoccarda ha sottolineato l’influenza della filosofia eraclitea sul suo pensiero ammettendo che non c’era proposizione del filosofo greco-antico Eraclito da Efeso che egli non avesse accolto nella sua logica.

A questo stesso proposito è anche noto che il suo amico e collega di un tempo F.W.J. Schelling, dopo aver letto per la prima volta la “Fenomenologia dello spirito”, ha messo in guardia il Redivivo Eraclito dall’utilizzare un linguaggio e una prosa troppo oscuri per un filosofo al suo autentico debutto dopo la dissertazione sulla “Differenza” tra i sistemi filosofici degli idealisti suoi grandi predecessori.

Dunque dopo essermi velocemente soffermato sul rapporto tra il filosofo di Stoccarda e quello di Efeso passo adesso ad emendare la tesi di questo breve scritto: Eraclito, come Hegel, e molti secoli prima di lui, ha intrattenuto rapporti con il pensiero esoterico della confinante Persia e i segni di questa interazione sono ancora fortemente riscontrabili nei frammenti che ci restano della sua opera.

D’altronde il soprannome del filosofo efesino era “l’oscuro” e qui in particolare voglio riferirmi a cinque aspetti del suo pensiero che meritano attenzione:

A) la sapienza come difficile a conseguirsi e nascosta alla maggior parte degli uomini;

B) il viaggio iniziatico di ricerca e la conoscenza di se stessi, nonché dell’animo umano;

C) l’alternativa posta costantemente davanti all’uomo tra l’essere desti e il dormire;

D) la guerra come madre di tutte le cose;

E) il rapporto dialettico essenziale tra gli enti opposti.

Per quel che riguarda il primo punto Eraclito ha polemizzato contro la saggezza apparente della maggior parte degli uomini, che secondo l’oscuro amano occuparsi di molte cose nello specifico non volendo però raggiungere una vera comprensione del tutto.

Tali asserzioni rimandano al fenomeno del “dividi e impera” in cui tanti esseri umani rimangono imbrigliati ogni giorno spesso non avendo coscienza del grande potere-sapere unitario che li sovrasta, oggi ad esempio quello della finanza internazionale.

Questo meccanismo piramidale, che si dirama in infinite deleghe e competenze, è estremamente diffuso sia in ambito etico-politico che in ambito teoretico-conoscitivo.

In secondo luogo il filosofo di Efeso, ancora prima del Socrate platonico, ha indicato la conoscenza di se stessi come primo passo verso un viaggio iniziatico di ricerca intorno alla propria anima.

In terzo luogo è sufficientemente noto che nell’ambito del pensiero esoterico un membro attivo nell’autocoscienza/autoconoscenza si dice anche “sveglio” o “in veglia” e che, viceversa, un individuo che si sia allontanato, anche solo per un attimo, da tale indagine viene chiamato “dormiente” o “in sonno” per quel lasso di tempo.

In quarto luogo ormai sappiamo che l’utilizzo del conflitto tra le parti, siano essi classi sociali, gruppi politici,entità statali o gruppi religiosi, per trarne un giovamento dall’esterno è una pratica piuttosto diffusa in certi ambienti del potere/sapere.

E infine il quinto punto, che si riconnette al quarto, è un tratto tipico del pensiero esoterico, trapassato anche in quello rosacrociano, che ha sempre fatto dello scontro dialettico fra gli enti opposti un dato essenziale.

Nell’immagine alcune rovine nel sito dell’antica Efeso in Turchia.