Evoluzionismo ed Esistenzialismo

È ormai noto come l’Uomo abbia stabilito e stabilisca tutt’oggi un duplice Rapporto ricorsivo con l’Ambiente biologico-naturale e storico-artificiale che lo ha circondato, lo circonda e probabilmente lo circonderà.

Cambiando infatti questo Panorama l’Umanità subisce a sua volta le Conseguenze di questi Cambiamenti adattandovisi essa stessa per quanto ancora le è possibile.

Ed è a questo stesso proposito che il celebre Filosofo tedesco Martin Heidegger (in qualche modo l’ultimo Filosofo e il primo Tecnologo) ha potuto affermare, utilizzando in tale affermazione una Metafora di sapore teologico: “L’Uomo è il Pastore dell’Essere”.

“Essere” che oggi, come ho già anticipato, si configura essenzialmente in due aspetti in Reciproca relazione tra loro: quello biologico-naturale da un lato e quello storico-culturale dall’altro.

Le “Popolazioni senza scrittura”, spesso sopraffatte dal loro ambiente naturale circostante, non sono infatti pervenute in molti casi alla Consapevolezza autocosciente di quell’Orizzonte storico su larga scala che noi abbiamo usualmente chiamato “Progresso”, dando in ciò un’Accezione positiva al semplice “Divenire” del tempo.

Ma ciò, a riconferma del carattere essenzialmente tecnologico dell’uomo, non ha impedito anche a quei “Popoli senza scrittura” di gettare i semi in potenza della Possibilità storica, mai avveratasi solamente per motivi contingenti.

Si tratta in qualche modo di quell’Intelletto ideale e immateriale, immaginato eternamente come “Spirito in  Potenza”, di cui si è occupato l’Antropologo Claude Lévi Strauss, al modo di un “Astronauta culturale”, nei suoi numerosi Viaggi di scoperta.

Il Tempo circolare ha dunque in questi casi prevalso su quello lineare prima dell’arrivo di un qualche Sant’Agostino in grado di dar luce a un’Autocoscienza già pronta per ogni possibile suo Viaggio in Divenire.

Il Mondo illimitato della Tecnica era dunque già previsto nelle Dottrine giudaico-cristiane e probabilmente già seminato nell’originario Divenire eracliteo, che si sarebbe fatto presto Anima nella Speculazione del Platone greco-antico così come nelle “Confessioni” del più famoso Padre della chiesa cristiana.

L’Apparato tecnico-scientifico si è perciò dimostrato nella Storia dell’evoluzione biologica, così come in quella ben più ristretta dell’Uomo occidentale, come il Mezzo più potente nelle Mani dell’umanità per cambiare il proprio Ambiente circostante.

In termini evoluzionistici la Tecnica si è configurata dunque prima come il Rimedio alle Insufficienze biologiche dell’Uomo e poi come la Smisurata possibilità di Cambiare a piacimento l’Ambiente naturale-umano nel Destino, mai eluso veramente, di Ricadervi di nuovo.  

Si è trattato e si tratta a tutt’oggi in sintesi di quell’Attitudine tipicamente umana che Friedrich Wilhelm Nietzsche ha chiamato molto succintamente “Volontà di Potenza”.