Fantascienza Etica

L’ultimo film del regista inglese Ridley Scott “The Martian”, uscito il 2 ottobre 2015 negli Stati uniti e il 1° ottobre in Italia ha spostato il genere della Fantascienza dal piano della Fisica a quello dell’Etica.

Infatti nel lungometraggio la riuscita del recupero dell’astronauta Mark Watney, rimasto per errore sul pianeta rosso e impersonato dall’attore Matt Damon, si è presentata come interrelata a una serie di problemi tecnici, ma anche e soprattutto etici.

In primo luogo ai dirigenti della N.A.S.A. si è posto di fronte un quesito: è possibile anticipare di molti anni una nuova, costosissima e pericolosa Missione su Marte allo scopo di recuperare un solo uomo?

Nel film a questa domanda l’Ente Nazionale per le Attività Spaziali e Aeronautiche ha risposto con un secco “No” come probabilmente avrebbe fatto anche nella più scontata delle Realtà.

Ma a monte di questa domanda doveva pur cominciare la Fiction cinematografica tesa da sempre non soltanto a narrare e raccontare delle Storie ma anche a dare speranze a una sempre più vorace Immaginazione collettiva.

E così l’Astronauta abbandonato, già superstite per miracolo, si è scoperto anche botanico e in grado quindi di dar luogo a una improvvisata piantagione marziana di patate sufficiente a sfamarlo fino all’arrivo di un’improbabile Sonda di rifornimenti.

Ma qui arriva la parte migliore del lungometraggio: di tutto ciò è stata avvisata per filo e per segno l’Opinione
pubblica quando possiamo immaginare benissimo che in una situazione del genere ci sarebbe potuta anche essere una Versione alternativa o peggio ancora il Silenzio assoluto.

E poi la fantascienza va avanti quando la N.A.S.A. non si trova più in grado di realizzare nei tempi previsti la sonda: in questo caso udite udite l’organizzazione statunitense accetta addirittura l’aiuto della C.N.S.A. ovvero l’Agenzia Nazionale Cinese per lo Spazio!

Non pago di queste tre eccezioni alle regole della morale ordinaria ovvero la preparazione di una costosissima sonda ad hoc, la diffusione pressoché totale delle informazioni e l’accettazione d’aiuto da parte della Repubblica popolare cinese il navigato regista, sulla scia dello sceneggiatore Andy Weir, ha voluto mettere la ciliegina sulla torta.

Infatti nel film, dopo l’esaurimento di tutte le alternative disponibili, è stata richiesta a tutto l’equipaggio imbarcato e ancora in orbita verso la terra l’improvvisazione di una spericolata traiettoria intorno al globo terrestre per un rilancio in ulteriori seicento giorni di viaggio verso Marte e successivo ritorno.

Ma, non so più che dire caro Ridley: stavolta il tuo appello all’Etica umana è stato largamente superiore ad ogni possibile ricostruzione delle tecnologie più avanzate disponibili qui ed ora.

Dal film si può in ogni caso trarre un Messaggio positivo: perseverare verso un obbiettivo, anche miracoloso, è utile e forse necessario al genere umano, anche e soprattutto nella Solitudine più marziana.

Immagine tratta dal Film del regista inglese Ridley Scott “The Martian”