Fatti sociali, Miti e brevi Narrazioni

Ogni Nazione dell’Europa e più ancora del Mondo è apparsa privilegiare durante la sua più o meno lunga Storia un particolare Indirizzo filosofico tra i molteplici comparsi durante la più ampia Vicenda universale occidentale.

Così l’Inghilterra ha innalzato il suo glorioso Empirismo, la Francia ha elevato il suo Realismo, la Germania ha posto più in alto il suo Idealismo e infine gli Stati uniti, com’è ovvio, hanno posto in cima alla lista degli altri indirizzi, già tradizionalmente europei, il loro autoctono Pragmatismo.

La Spagna e l’Italia dal canto loro sono sembrate allinearsi rispettivamente al Realismo di marca francese e all’Idealismo di stampo tedesco: la prima anche attraverso le Figure artistiche quanto mai rilevanti di Miguel de Cervantes e Pablo Picasso, la seconda tramite quelle Filosofiche altrettanto rappresentative di Giovanni Gentile e Benedetto Croce.

Nel Contesto di questa grande Narrazione nazionale e sovranazionale lo studioso francese Émile Durkheim ha giocato un ruolo principale nel fondare la moderna Sociologia dando così un rinnovato impulso alle Scienze dello Spirito, della Società e dell’Uomo.

E quest’impresa ha in un certo senso rievocato quella compiuta quasi tre secoli prima dall’onnipresente Filosofo realista suo connazionale René Descartes che con il suo “Discorso sul metodo” (epistemico e/o gnoseologico) ha di fatto fondato la Filosofia moderna.

Infatti proprio nel 1895 lo stesso Durkheim ha pubblicato il suo Testo seminale nell’ambito delle Scienze sociali intitolato significativamente “Le regole del metodo sociologico”.

Ma il sociologo di Epinal oltre a fondare un nuovo Sapere della Società moderna comparando le Civiltà arcaiche a quelle Industrializzate, ha introdotto un’importante definizione di “Fatto sociale” che sarebbe risultata fondamentale successivamente anche in ambito Antropologico e Filosofico.

Difatti questa nozione ha anticipato quella di “Mito”, inteso come Racconto significante, che avrebbe ricoperto un ruolo centrale nella famosa “Antropologia strutturale” dell’autore altrettanto realista e transalpino Claude Lévi-Strauss.

E poco più tardi una nuova concezione del Sapere, non più retta da grandi Metanarrazioni ma dispersa in molteplici e brevi Racconti (i “Fatti sociali” e i “Miti” appunto) si sarebbe fatta largo nelle Formulazioni post-strutturaliste del famoso Filosofo ugualmente francese Jean-François Lyotard.

Immagine tratta da “Photos d’un buste d’Émile Durkheim” (“Foto di un busto d’Émile Durkheim”) di Christian Baudelot