Filosofi di Terra e di Mare

Tra i Testi fondamentali della Filosofia occidentale seicentesca si possono annoverare senz’altro il “Leviatano” (1651) di Thomas Hobbes (1588-1679), i “Principi della filosofia” (1644) di René Descartes (1596-1650), l’“Etica” (1677) di Baruch Spinoza (1632-1677) e i “Pensieri” (1670) di Blaise Pascal (1623-1662), di cui per altro mi sono occupato anche nella terza edizione dei Dialoghi aperti sulla Storia della Filosofia (Inverno 2017).     

Tra questi quattro autori gli unici due che hanno ricompreso la realtà umana in un ambito più strettamente etico-politico, ma soprattutto sociale, sono stati però soltanto Thomas Hobbes e Baruch Spinoza.  

Di questi due però solo il Filosofo di Westport ha chiuso recisamente le porte e tutti gli altri infissi della sua imponente costruzione teorica a un possibile rientro della Metafisica aristotelica che è di fatto rientrata, per così dire dalla finestra, in tutti gli altri sistemi filosofici.     

Infatti se René Descartes non ha completamente abbandonato il concetto di Sostanza, sdoppiandolo in una “Res cogitans” e una “Res extensa”, Spinoza ha inserito nella sua filosofia molti elementi dell’antico Neoplatonismo, da sempre un misto delle dottrine di Platone (428/427 a.C.-348/347 a.C.) e di Aristotele (384/383 a.C.-322 a.C.).  

Del resto lo stesso Pascal avrebbe dovuto scrivere un'”Apologia del Cristianesimo”, poi rimasta frammentata nei famosi “Pensieri”, influenzati dalla Teologia di Sant’Agostino (354 d.C.-430 d.C.) anch’essa non del tutto immune dal Pensiero dello Stagirita.    

La presenza o assenza della Metafisica aristotelica nelle seguenti filosofie avrebbe di fatto anche determinato la profonda differenza tra le successive Filosofie empiristico-insulari di John Locke (1632-1704), George Berkeley (1685-1753), David Hume (1711-1776) e quelle continentali

Se infatti nel Regno unito gli Empiristi inglesi hanno proseguito sulla via di una demolizione (o “messa in parentesi”) pressoché completa della Filosofia di Aristotele, nella restante Europa questa ha avuto un nuovo momento di proliferazione teorica nei grandi Sistemi dell’Idealismo tedesco da Immanuel Kant (1724-1804) addirittura fino a Karl Heinrich Marx (1818-1883).  

Lo stesso Martin Heidegger (1889-1976) in molte delle sue opere ha continuato a scrivere della Metafisica aristotelica come di una depositaria e/o custode originaria dell’essere occidentale senza nei fatti pervenire alla possibilità di un’altrettanto valida alternativa teorica

Nell’immagine il dipinto “Barche di pescatori a Saintes-Maries” realizzato da Vincent Van Gogh (1853-1890) nel Giugno 1888.