Fra Gnosticismo, Neoplatonismo e Teosofia

Se il filosofo Edmund Husserl, almeno nelle intenzioni, ha voluto applicare il Metodo fenomenologico primariamente al Campo teoretico, il suo maggiore allievo e continuatore Max Scheler si è diretto principalmente, e fin da subito, verso Interessi di tipo maggiormente Etico.

Nel far ciò il filosofo di Monaco ha posto i Valori etici in luogo degli Oggetti di conoscenza distinguendoli a tale scopo in quattro Serie o Categorie principali:

A) la serie del “gradevole” o “sgradevole” ai quali corrisponderebbe la funzione del sentire sensibile con i suoi modi del godere e del soffrire;

B) la categoria dei “valori vitali” che abbraccerebbe tutte le qualità comprese tra il “nobile” ed il “volgare” e che corrisponderebbero a loro volta ai modi del sentimento vitale come la salute, la malattia, la vecchiaia, la morte, l’ascesa, la decadenza, l’esaurimento, l’esuberanza eccetera eccetera;

C) la serie dei “valori spirituali” che verrebbero appresi dal sentire spirituale.

Apparterrebbero a questa categoria i valori estetici come il “bello” e il “brutto”, i valori giuridici, i valori della conoscenza pura e disinteressata;

D) la categoria dei “valori religiosi” che si muoverebbero tra il “sacro” e il “profano”.

Corrisponderebbero a questi valori i “sentimenti” della “beatitudine” e della “disperazione” (da non confondere con quelli della “felicità” e dell'”infelicità”) che sarebbero determinati dalla “vicinanza” o dalla “lontananza” del “sacro” dall’Esistenza vissuta.

Come si vede questa Gerarchia di Valori parte dal basso delle Cose terrene e si muove verso l’alto delle Entità celesti.

Tale “Scala” o “Scaletta ascetica”, nel suo moto ascensionale ricorda da vicino le Ipostasi neoplatoniche, le Categorie dell’antropologia gnostica come quelle degli “Ilici”, degli Psichici” e dei “Pneumatici” e, non da ultimo, le Modalità kierkegaardiane dell’Esistenza quali quella “Estetica”, quella “Etica” e quella “Religiosa”.

In questo senso va da sé che la Via Crucis di cui narrano quasi tutti i Vangeli ha costituito e costituisce ancor oggi una variante tra le altre del Percorso che, secondo gli Gnostici, il Salvatore è stato destinato a compiere verso la Divinità e la Salvezza singole e collettive.

E in questa sede c’è da rilevare, se pur di passaggio, che lo Gnosticismo, con il suo Sincretismo di Credenze religiose, ha rappresentato e rappresenta tutt’oggi il Legame più intimo, per così dire l’Ideale ponte, tra l’antica Religione politeista egizia e l’attuale Religione monoteista cristiana.

A riprova di ciò si deve pure tener presente che Pitagora e Platone hanno visitato la “Terra del Nilo”, che Gesù, secondo le Fonti copte, vi ha soggiornato e che Plotino, il più importante filosofo neoplatonico (per molti addirittura il fondatore del Neoplatonismo) è nato proprio in Egitto, stabilendosi solo dopo, e per sempre, nella capitale Roma.

In sintesi se lo Gnosticismo ha voluto riassumere tutte le precedenti Credenze religiose in un’unica Dottrina rivelata e se il Neoplatonismo ha cercato di sintetizzare tutti gli Indirizzi della Filosofia antica in un’unica grande Corrente la stessa Esigenza di ricondurre ad un’unica “Strada maestra” ogni altro “Sentiero” del “Pensiero filosofico moderno” ha affermato la Fenomenologia in tempi a noi ben più vicini.

Quelli dello Spiritualismo sono infatti gli stessi anni in cui Helena Petrovna Blavatsky ha fondato la Società teosofica che guarda caso si proponeva di custodire ed evolvere “la saggezza accumulata nel corso delle varie ere, provata e verificata da generazioni di profeti”.

Foto della nuova cupola del Reichstag progettata da Norman Foster