Francis Bacon e i Drammi shakespeariani

Nel “Grande libro dei misteri irrisolti” (Newton Compton editori 2006) i due autori Colin e Damon Wilson hanno menzionato alcune misteriose teorie circa il vero autore dei drammi Shakespeariani che, a loro dire, non poteva certo essere il Bardo di Stratford-upon-Avon.

A pagina 113 si può infatti leggere “Chi aveva scritto le opere attribuite a Shakespeare era una persona coltissima, esperta in tanti campi dello scibile umano quali medicina, legge, botanica, geografia, terre straniere, vita di corte. Come avrebbe potuto il figlio di un modesto macellaio del piccolo villaggio di Stratford possedere tante conoscenze?”

Dopo aver elencato e descritto le ipotesi più significative sull’argomento il saggio si conclude con questo momentaneo verdetto: nemmeno il filosofo Francis Bacon, da molti ritenuto il vero autore, può aver composto le opere attribuite a William Shakespeare e questo per i motivi biografici descritti dagli autori a pagina 119:

“Chiunque conosca anche soltanto poco della vita di Bacon si convince ben presto di come egli non possa essere l’autore delle opere che sono attribuite a Shakespeare. Si tratta di due personaggi troppo diversi tra loro.”

In effetti a ben vedere di differenze ve ne sono: ad esempio il Bardo si rifà al platonismo e allo stoicismo (soprattutto quello di Lucio Anneo Seneca) mentre Bacone, pur tra mille contrasti, dev’essere in ogni caso considerato un continuatore dell’indirizzo aristotelico.

E ciò è ad esempio confermato dal titolo di una delle sue opere più importanti ovvero il “Nuovo organo”, scritto anche con l’intento di aggiornare e sostituire il vecchio “Organon” aristotelico.

Ma giusto per rimanere nel solco del rapporto tra Platonismo e Aristotelismo non bisogna dimenticare che il filosofo di Stagira era stato un allievo del maestro ateniese all’Accademia, componendo egli stesso molti dialoghi tra i quali il pluricitato “Sulla filosofia”.

E sul rapporto tra il teatro greco antico e i dialoghi platonici hanno vivacemente insistito anche importanti critici attuali quali ad esempio il filosofo Umberto Curi e lo storico Luciano Canfora.

Non da ultimo bisogna anche prendere in considerazione il legame strettissimo che ha unito il gran maestro Bacone alla setta dei Rosacroce così come i suoi rapporti intellettuali con un neoplatonico di spicco, anche lui autore di drammi teatrali, quale fu Giordano Bruno.

Dei Rosacroce avrebbe in seguito fatto parte anche un’idealista come il filosofo tedesco G.W.F. Hegel che non ha mai smesso di insistere sulla rilevanza filosofica dei drammi shakespeariani, lungo tutto il corso della sua opera, già a partire dal tempo della sua adolescenza.

Nell’immagine il campanile di Stratford-upon-Avon nel cuore delle Midlands occidentali nel Regno unito.