Geologia del Potere

Contrariamente a quanto i grandi mezzi d’informazione tentano di farci credere tutti i giorni con noiosissimi telegiornali il Potere non si perde nei mille rivoli della cronaca ma si concentra soprattutto in grandi blocchi, spesso contrapposti tra di loro.

In questo senso l’ipotesi di un “micro-potere”, formulata dal filosofo strutturalista francese Michel Foucault negli anni ’70 del secolo appena trascorso, risulta fallace o quantomeno largamente incompleta e inattuale.

Il potere, per essere realmente tale, deve infatti centralizzarsi e le notizie di cronaca non servono a granché qualora non vengano ricondotte a svelare i piani più alti risalendo così i numerosi gradoni della grande piramide organizzativa.

Di un potere centralizzato e diviso semmai in grandi blocchi ha costituito un famoso esempio la recente guerra fredda forse a tutt’oggi in essere nonostante i mediatici tentativi di dimostrare un immaginario quanto irreale scontro di civiltà tra il mondo islamico e quello cristiano.

La stessa guerra fredda ha registrato l’emergere sulla scena dei servizi segreti e quindi non occorre stupirsi se alcuni degli uomini più influenti degli ultimi cinquant’anni come George H. W. Bush e Vladimir Putin sono venuti dalla CIA e dal KGB.

In ogni caso per descrivere la logica dei blocchi contrapposti credo che si possa effettuare una similitudine con l’ambito delle scienze naturali, ma più in particolare con quello delle scienze geologiche.

Mi riferisco qui in particolare alla famosa teoria della deriva dei continenti, o alla più generale teoria della tettonica delle placche, che mostra per l’appunto uno scontro tra grandi masse di terra a loro volta galleggianti sulla superficie del magma informe e/o della roccia fusa.

La geologia infatti, oltre ad interessarsi alle grandi catastrofi che hanno influenzato in modo incontrovertibile il corso degli eventi storici (come ad esempio i grandi diluvi), sembra anche un buon modello per descrivere la storia universale umana e può costituire un buon esempio per le speculazioni di tipo geopolitico.

Uscendo dalla credenza ormai infantile dei popoli che si ribellano autonomamente, le rivoluzioni eterodirette, come le eruzioni, sembrano infatti fare la loro comparsa proprio nei luoghi d’incontro-scontro tra le grandi placche com’è avvenuto di recente in Ucraina e continua ad avvenire in Medio oriente.

E quando si crea una faglia, come nei siti sopra citati, occorrono numerosi viaggi diplomatici per sanare le ferite di queste eruzioni/rivoluzioni nella speranza di evitare più ampi conflitti di portata mondiale.

Nel momento stesso in cui sto scrivendo i più grandi blocchi risultano così composti: da una parte la Russia, la Siria sciita, l’Iran sciita e forse anche la Corea del Nord; dall’altra il Regno Unito, gli Stati Uniti, l’Unione europea, la Turchia, Israele, l’Arabia saudita sunnita, gli Emirati arabi uniti e probabilmente tutto il resto del mondo ormai colonizzato (ovvero il Nuovo Ordine Mondiale).

Ecco come si spiegano i tanti incontri diplomatici tra il ministro degli esteri russo (attualmente Sergej Viktorovič Lavrov) e il segretario di stato americano (adesso John Kerry) assieme ad altri fattori come l’avanzata tecnologia spaziale della Federazione russa e il suo bassissimo debito pubblico.

Nell’immagine la gola di Almannagjá nel Parco Nazionale di Thingvellir in Islanda.