Grammatiche in eccedenza

Se assumiamo per buona l’Ipotesi euristica di considerare le diverse Filosofie come dei differenti Linguaggi potenzialmente traducibili l’uno nell’altro quale può essere giudicata, ammesso che esista, la Filosofia più universale? E com’è che si valuta la Minore o Maggiore Validità di una Filosofia rispetto a un’altra?

Di solito le Filosofie che hanno avuto più successo presso gli Ascoltatori, i Parlanti e gli Scrittori, resistendo in tal modo all’erosione del Tempo, sono state quelle più Universali e più facilmente Comprensibili in grado di raggiungere nell’Uso diversi tipi e un sempre maggior numero di persone.

Ma i Sistemi filosofici più facilmente comprensibili sono stati in genere anche quelli che, come i migliori Sistemi logici e matematici, hanno introdotto il minor numero possibile e necessario di Variabili.

Le Filosofie meno popolari, come del resto i Linguaggi meno popolari, sono state invece quelle che hanno introdotto un buon numero di Concetti in Eccedenza rispetto all’uso degli Ascoltatori, dei Parlanti e degli Scrittori, ma soprattutto dei Viventi.

E’ stato questo ad esempio il Caso di quelle numerose Lingue, come ad esempio anche l’Italiano in cui si è registrata una smisurata Proliferazione dei Tempi e dei Modi verbali rispetto all’uso necessario dei Parlanti.

Ma è anche avvenuto il caso di un Paese che non ha abrogato le norme giuridiche desuete e in eccesso del suo Sistema giuridico al modo stesso in cui molto lentamente si è liberato di quei Termini ormai in disuso della propria Lingua.

Così nelle Filosofie meno popolari, come del resto anche nei Linguaggi e nei Sistemi giuridici più impopolari si è registrata in genere una Grammatica in eccedenza rispetto al suo effettivo Utilizzo.

Spesso però le diverse Filosofie hanno deciso in partenza quale dovesse essere l’Insieme dei Fatti, più o meno esteso, al di sopra del quale estendere le loro definizioni.

E’ quindi anche avvenuto, come ad esempio nel caso della Fenomenologia, che a una certa Filosofia sia stato accordato dall’Opinione pubblica l’utilizzo di una Grammatica in eccedenza a patto di una risoluzione quanto più soddisfacente possibile di alcuni Casi specifici particolari, come il Problema della natura della Coscienza, considerato a lungo di attuale importanza.

Ma la Validità di un Linguaggio e quindi anche di una Filosofia si può misurare anche dalla Maggiore o Minore Capacità di adattarsi e resistere ad Ambienti diversi.

Avviene così che la Lingua del Popolo Eschimese, così ben adattata al suo particolare e isolato ambiente e che contempla circa quaranta termini diversi per definire le diverse modalità della stessa neve, mal si sarebbe adattata e si adatterebbe agli altri Territori e Climi terrestri.

Immagine tratta dal dipinto a olio su tavola “La Grande Torre di Babele” del 1563 di Pieter Brueghel il Vecchio