“Guernica” e Pace

L’opera d’arte pittorica “Guernica” del 1937 viene considerata dalla maggior parte dei Critici, ma forse anche dall’Opinione pubblica, come il Quadro più importante del ‘900, dipinto tra l’altro dal Pittore più influente del secolo scorso, nonché ovviamente Pablo Picasso.

Credo però che la lettura che ne è stata data come opera di denuncia della guerra civile spagnola, di ogni conflitto in genere e al contempo di anticipazione della seconda guerra mondiale, non basti da sé a dispiegarne tutti i motivi.

Infatti, a mio avviso, Pablo Picasso rientra nella cerchia di quegli artisti che hanno espresso nelle loro opere e nei relativi personali commenti al proprio lavoro un punto di vista Realista e Razionale che ha trovato larga fortuna nella Riflessione di filosofi e scienziati come Parmenide di Elea, René Descartes, Immanuel Kant, Karl Reimund Popper, Claude Lévi-Strauss, Albert Einstein eccetera eccetera.

Questi autori hanno esposto anche opinioni spesso in aperto contrasto con le concezioni opposte e quindi con le idee sempre occidentali di Conflitto, Divenire, Storia, Sviluppo dialetticoStoricismo ed in alcuni casi anche di Progresso.

Per inciso, il primo filosofo greco-antico e presocratico che ha visto nella Guerra, “la madre di tutte le cose” è stato Eraclito di Efeso ma va anche aggiunto che la sua affermazione al riguardo ha avuto un vastissimo seguito in Filosofia, Sociologia ed altri settori della speculazione occidentale in autori come ad esempio, Jean Jacques Rousseau, G.W.F. Hegel, Karl Heinrich Marx, Vilfredo Pareto, Max Weber e Martin Heidegger, solo per citarne alcuni.

A mio avviso quindi l’opera d’arte Guernica ha dunque svolto un’ulteriore e duplice funzione critica sia rispetto all’idea filosofica di un Mondo umano per sua natura guerreggiante sia rispetto al Modello conflittuale della Società, esposto da alcuni famosissimi Sociologi di cui sopra.

D’altro canto questa posizione del più celebre Rappresentante del Cubismo si è presentata anche come aspramente critica nei confronti del contemporaneo Movimento Futurista che, in più occasioni, ha esaltato l’Essenza della Guerra come quella del più autentico cambiamento.

Con questa scelta di campo Pablo Picasso ha proseguito coerentemente nel suo percorso che lo ha visto avvicinarsi a quella “Pace perpetua” di Immanuel Kant, alle Idee sulla guerra di Albert Einstein, nonché alla sua Teoria della relatività, e a “Le strutture elementari della parentela” di Claude Lévi Strauss, forse l’autore a lui più vicino.

Il più celebre antropologo del ‘900 in una intervista, di chiaro intento realista, razionalista ma soprattutto antistoricista, ha infatti dichiarato: “Procedere nel senso della storia significa allontanarsi dalla natura e dalla ragione. La natura è ordine e ragione, la storia è fonte di irrazionalità e di disordine”.

Il termine stesso del vocabolario spagnolo “Guernica” appare in un certo senso come la commistione di due parole italiane quali “Guerra” e “Critica”.

Quest’opera resta dunque uno dei luoghi obbligati dell’autocoscienza e dell’inconscio collettivi per chiunque si avvicini a una Critica realista, e non solo, di ogni sistema bellico occidentale.

Ed è proprio in questo senso che ho intitolato questo brevissimo scritto “Guernica e Pace” laddove la lettera “e” qui utilizzata, come in “Essere e Tempo” di Martin Heidegger, svolge un ruolo di congiunzione e copula al tempo stesso.

Immagine tratta dal dipinto “Guernica” di Pablo Picasso