Hegel e la Rosacroce

Nell’introduzione al suo libro ormai classico “Da Hegel a Nietzsche”, in un sottocapitolo intitolato significativamente “Rosa e croce”, lo Storico del Pensiero moderno Karl Lowith ha fatto una breve menzione dell’avvicinamento del Filosofo tedesco G.W.F. Hegel all’Ordine segreto dei Rosacroce

“Il Lasson ha spiegato esaurientemente queste parole di Hegel, facendo però scomparire il senso teologico della croce in una scissione generale che la ragione ricompone, per quanto egli stesso accenni alla connessione del simbolo hegeliano con la setta dei Rosacroce, con lo stemma di Lutero, e anche con il luteranesimo proprio di Hegel e con il terzo centenario della Riforma (1817)”.

A tal proposito direi che le caratteristiche che maggiormente avvicinano l’Opera del grande autore di Stoccarda all’Esoterismo rosicruciano sono molteplici ma possono essere considerate essenzialmente, o almeno inizialmente sei, visto che questo breve scritto può, ma soprattutto vuole, essere anche un tentativo di approfondimento.

In primo piano vi è la questione di un Linguaggio volutamente Esoterico e ricercato contrapposto a una Dottrina marcatamente “Essoterica” e quindi destinata al grande pubblico, propugnata dal suo Rivale di sempre: il Filosofo realista Immanuel Kant.

La Terminologia del filosofo di Stoccarda si presenta infatti in molti casi come intenzionalmente oscura e ricercata nascondendo un doppio o addirittura molteplice registro volto a non rivelare affrettatamente significati troppo complessi per un consumo massivo e/o massificante.

Di fatto chi si avvicini alla Filosofia di Hegel è invitato a compiere una sorta di Viaggio iniziatico attraverso quello sconfinato Oceano che ha disvelato la sua ampiezza solo in compendio nell’“Enciclopedia delle Scienze filosofiche” appunto.

Ed è proprio la “Fenomenologia dello Spirito”, una delle sue maggiori opere, a presentarsi come un grande Percorso d’iniziazione basato su un Cammino che può condurre l’Uomo dal Terreno incerto di una Scettica ignoranza alle alture Serene di una Cosciente scienza.

In terzo luogo proprio le Tappe raggiunte dalla Coscienza umana si presentano al lettore e all’interprete come gradini di una scala, laddove ogni passo, anche quello più erroneo, risulta fondamentale ed essenziale per il conseguimento di un Risultato, sempre inteso come Sintesi imprescindibile dei passaggi precedenti che lo hanno prodotto.

Ma in quarto piano questo modo di procedere, chiamato anche Dialettica, ha tenuto conto del Principio della “Complementarietà degli opposti”, tipico del Pensiero Rosacrociano riconoscente anch’esso il Vero nell’Intero.

In quinto luogo la questione della coincidenza all’interno del percorso della coscienza dell’Inizio con la Fine riconduce al Simbolo esoterico del Serpente che si morde la coda, tema ricorrente della Tradizione gnostica molto presente negli Ambienti esoterici tra la Rosa e la Croce. 

Si tratta peraltro della stessa Figura simbolica che ha ispirato consciamente o inconsciamente la Teoria dell’Eterno ritorno nella Filosofia di Friedrich Whilelm Nietzsche così come il Concetto di “Circolo ermeneutico” nella particolare Intepretazione datane da Martin Heidegger.

In sesto luogo è ormai noto da molti documenti storici che gli gnostici erano soliti scrivere Racconti mitologici molto simili ai Vangeli cristiani ed anzi sembra addirittura che gli stessi vangeli del Canone cattolico siano stati tratti da originali Fonti gnostiche.

Ed è proprio in questo senso che si parla di Vangeli apocrifi e gnostici in contrapposizione a quelli riconosciuti usualmente dalla Chiesa di Roma.

Ebbene è stato agli inizi della sua carriera di Scrittore, ovvero nel 1795, che Hegel ha composto una sua personale versione laica della “Vita di Gesù” pubblicata postuma e inedita solo nel 1906.

Ed è proprio in quest’opera che appare una Figura di Cristo più umana e meno divina seguendo i modelli tipici dello Gnosticismo e tradizionalmente condannati dal Cattolicesimo.

Per certi versi si può dire infatti che la Filosofia hegeliana è anche una Dottrina gnostica ovvero una Teoria del Raggiungimento della Salvezza tramite l’Attività mai doma della Conoscenza umana