I Luoghi dell’Intervento diabolico

Il Mito di un immaginario Patto col diavolo ha attraversato l’intero Corso della Storia della Letteratura occidentale e non solo.

Ne hanno fatto uso, tra gli altri, il drammaturgo inglese Christopher Marlowe assieme ai due più importanti esponenti della letteratura tedesca nonché Johann Wolfgang von Goethe e Thomas Mann.

Il primo ha parlato del diavolo nella sua opera teatrale datata entro il 1590 e intitolata “La tragica storia della vita e della morte del Dottor Faust”.

Questo dramma narra la storia di Faustus, uno scienziato così avido di conoscenze che non si accontenta del conforto dei saperi riconosciuti come la Medicina e/o la Teologia ma si avventura nel campo esoterico della Magia nera.

Dopo aver invocato Mefistofele nel suo laboratorio, quasi come fosse il genio della lampada di Aladino, questo, in un miracolo malvagio, gli appare.

Con esso Faustus stipula un patto: lo studioso avrà la conoscenza ed i servizi di Lucifero per ventiquattro anni al termine dei quali cederà la sua anima alla dannazione perenne.

Nonostante quest’intervento diabolico il protagonista riesce solo a compiere azioni di scarsa rilevanza, mentre un angelo buono ed uno malvagio lo raggiungono al ripresentarsi di ogni decisione, ovviamente afflitta da un corrispondente dubbio nevrotico tra il bene e il male.

Prendendo atto di tale situazione Faustus cerca anche, in diverse occasioni, di rompere l’accordo con Satana senza riuscirvi sino all’epilogo della sua finale dannazione eterna.

Nel suo Poema drammatico del 1808 Goethe ha invece cercato di salvare l’animo umano come in una Sinfonia di Ludwig van Beethoven, elevandolo dalle bassezze della terra fino alle altezze del cielo.

L’opera si rifà alla medesima figura del Faust ma la rielabora a suo modo, secondo l’idea di una salvezza più etica e cristiana.

In essa lo scrittore tedesco racconta il patto tra Faust e Mefistofele e il loro viaggio intorno ai piaceri e alle bellezze del mondo ma si conclude in modo più rassicurante, ovvero con la redenzione del protagonista.

Il terzo degli autori qui presi in esame, cioè Thomas Mann ci ha fornito un ulteriore versione dello stesso Mito nel suo celebre Romanzo del 1947 intitolato semplicemente “Doktor Faustus”.

Qui la vicenda vienne narrata da un vecchio amico d’infanzia del protagonista Adrian, e cioè Serenus Zeitblom.

Questi due amici, come nel Romanzo Demian (1919) del contemporaneo Herman Hesse, rappresentano per Mann il dualismo schizofrenico del carattere tedesco scisso in due lati: da una parte la fede nella ragione, nella democrazia e nel progresso (già “Spirito apollineo” secondo Friedrich Nietzsche) e dall’altra lo “Spirito dionisiaco” con tutte le sue passioni ed il tragico destino che lo attende.

Tale metafora dello spirito tedesco ha trovato peraltro spunto dalla reale parabola storica del Terzo Reich: infatti il patto col diavolo di Adrian simboleggia anche la vendita della propria anima da parte di Adolf Hitler alle forze più oscure e tenebrose quali quelle del male assoluto.