I Molteplici Volti di Dante Alighieri

La Figura di Dante Alighieri può essere tranquillamente posta accanto a quelle di Leonardo da Vinci e Michelangelo Buonarroti sia per le Capacità di assoluto Genio che per la sua Personalità poliedrica e multiforme che lo avvicina per l’ampiezza e la varietà degli Interessi ai maggiori Umanisti e Uomini del Rinascimento.

Mentre infatti le due grandi personalità della Renaissance hanno vissuto in un’epoca aperta agli Autori Universali e Polidimensionali, il Poeta e Scrittore fiorentino si è scontrato con un Periodo storico ancora ostile al Pluralismo delle Attività come il Basso Medioevo.

Ciò nonostante la sua variegata Opera si è mossa in molteplici direzioni quali quella della Poesia, quella della Narrazione e Metanarrazione, quella della Filosofia, quella della Linguistica, quella della Politica e non da ultimo quella della Fisica e della Metafisica, assumendo spesso un Carattere di tipo quasi “Enciclopedico”.

Così Dante ha dato i suoi contributi alla Poesia e alla Letteratura, Italiane e Mondiali in Testi seminali e Classici come la “Vita nova”, il “Convivio” e la “Divina Commedia”.

E a questo stesso proposito ho anche sostenuto in altri contesti che il Panorama della Letteratura mondiale senza la Commedia dantesca apparirebbe come lo Skyline di Firenze senza la Cupola del grande Architetto Filippo Brunelleschi.

Ciò detto l’Alighieri ha raccontato l’Epoca della sua vita così colma di Rivolgimenti e ne ha disvelato la sottesa Metanarrazione nella stessa Commedia, preconizzando in ciò quel Precetto hegeliano della Filosofia intesa come “Il proprio Tempo appreso attraverso il Concetto”.

Ha altre sì codificato l’Italiano come Logoteta ed ha esposto le sue idee di Linguista nel “De vulgari eloquentia” così come in altri passi di ulteriori opere in cui ha soffermato l’attenzione sul Valore linguistico di alcune Parlate locali come ad esempio la Lingua ai suoi tempi in uso nella regione del Casentino.

Ha enunciato e sintetizzato le sue Idee politiche nel libro “De monarchia” in cui ha esaltato un certo tipo di governo più illuminato rispetto ad altri anticipando alcune concezioni che il Filosofo della politica Niccolò Machiavelli avrebbe poi ripreso nel suo “Principe”.

Ha fatto entrare le sue Concezioni filosofiche e teologiche di matrice Averroistica e Tomistica in ognuno dei suoi scritti cosicché è anche possibile da questi ricostruire la sua Filosofia e le sue Credenze religiose d’insieme.

Ha proposto le sue Ipotesi Fisiche e Metafisiche a proposito dell’Universo allora conosciuto sempre nella Struttura e Geografia della sua Commedia amalgamando gli Assiomi dell’Almagesto tolemaico con le più aggiornate Credenze Metafisiche cristiane del suo Tempo sullo stesso argomento.

Ma accanto a queste discipline di carattere teoretico si è profuso anche in Attività pratiche come la Cavalleria militare e la Politica, partecipando come Cavaliere in prima linea nella Battaglia di Campaldino per poi venir Esiliato come Guelfo bianco, Fuoriuscito e forse anche Spia segreta, nella Città che era stata per qualche tempo sede dell’Impero romano d’Oriente in Occidente ovvero Ravenna.

Anche Riflettendo e/o Speculando sui Motivi del suo Esilio si sono però sommati agli interessi per le sue Attività illuminate tutta una serie di motivi di carattere più oscuro e per così dire Esoterico.

Sappiamo ad esempio che nella Divina Commedia ha difeso la Reputazione dei Bianchi Mantelli (i Crociati), ritenendoli non meritevoli delle Persecuzioni a cui erano stati sottoposti per opera del Re di Francia Filippo il Bello e della Chiesa cattolica.

E sappiamo anche che nella sua Divina Commedia si è fatto accompagnare da San Bernardo di Chiaravalle, ultimo dei Padri della Chiesa e già Fondatore dell’Ordine dei Monaci Templari, per raggiungere le Vette più alte del Paradiso dove avrebbe contemplato il divino “Amore”. 

Si tratta per l’appunto di quello stesso “Sentimento” di cui avrebbe parlato anche il Filosofo neoplatonico Marsilio Ficino e in cui molti Esegeti avrebbero riconosciuto il Simbolo di Associazioni segrete come ad esempio quella dei “Rosacroce”.

Del resto l’Inferno dantesco ha anticipato qualsiasi Panorama successivo di Sadismo, secondo la legge del Contrappasso, al modo in cui la Montagna del suo Purgatorio si è eretta come una Piramide a gradoni per un cammino di Redenzione dalla Terra al Cielo.