Il Compito dello Storico della Filosofia

A mio avviso il compito di un buono Storico della filosofia o di un ottimo Filosofo della Storia, consiste nel tener conto degli Indirizzi principali in cui la Filosofia si è articolata in Passato, si organizza nel Presente e promette ancora di ripresentarsi nel Futuro prossimo della sua Storia occidentale.

E qui va detto subito che la differenza tra Storia della Filosofia e Filosofia della Storia, all’interno di una Prospettiva occidentale, è già stata ampiamente messa in dubbio dagli scritti dell’Idealista G.W.F. Hegel e ribadita anche nelle successive opere storiche dell’Archeologo dei saperi Michel Foucault.

Infatti con la sua celebre affermazione che “Il Reale è razionale” e “Il Razionale è Reale” il filosofo di Stoccarda voleva anche affermare, tra le altre cose, che la Storia dell’Occidente è in primo luogo la Storia delle sue Idee e che la Storia delle Idee occidentali guida, ha condotto e guiderà ancora, secondo lui, la Storia del Mondo (o Universo) occidentale“.

Con ciò non si vuole ridurre la Storia della filosofia a Elenco dossografico dei suoi maggiori punti di vista ma “attribuire” o “riassegnare” al Divenire del pensiero occidentale, come già aveva fatto Gian Battista Vico nella sua “Scienza nuova”, le due dimensioni più proprie che la Tradizione greco-antica e quella giudaico-cristiana gli hanno da tempi remoti attribuito: la prima circolare e la seconda lineare.

Quindi, in questa Visuale euristica, lo Storico della filosofia deve tener conto degli Indirizzi filosofici principali che riguardano ognuno di noi in un modo simile a quello in cui uno Psicologo, o addirittura un Astrologo, sono tenuti a tenere ben presenti le differenze tra i diversi Tipi psicologici e/o tra i differenti Segni zodiacali.

Il punto di vista di ciascun indirizzo deve poi essere sviscerato, tramite un riferimento costante ai suoi Autori principali, nei suoi Principi base fino a raggiungere le Estreme conseguenze di un certo modo di Pensare che si concretizza spesso in una particolare forma di Intelletto, di Coscienza o in una precisa Figura dello Spirito, storicamente determinata.

Questo tipo di Approccio vuole dimostrare che in fondo, oltre la Superficie delle apparenti Controversie e del Sapere scientifico maggiormente riconosciuto, la Filosofia della Storia è ancora un Campo di positività e di azione in cui ognuno di noi può conoscere e riconoscere se stesso con la sua personale Modalità di ragionamento.

Tale posizione risulta allora Pluralista, Politeista e Mitologica in quanto accoglie una serie di “Dei” (qui particolari Punti di vista) e una serie di “Miti” (qui Narrazioni come Filosofie) che ci riguardano da vicino nel nostro modo di affrontare la nostra Esistenza di tutti i giorni.

La Storia della filosofia che io ho in mente, come già nelle intenzioni almeno annunciate anche dallo storico Nicola Abbagnano nella prefazione alla sua, riguarda quindi tutti noi o quanto meno prova a occuparsi delle nostre Credenze, dei nostri Progetti, delle nostre Volontà e dei nostri Bisogni, oggi, volente o nolente universalmente e globalmente Condivisi.

E se da ultimo questo Esperimento mentale raggiungerà lo Scopo desiderato ciascuno potrà conoscersi o riconoscersi in un Indirizzo filosofico preciso o in un altro ancora oppure nella Sfumatura tra due punti di vista per quello che è o per come la pensa realmente.

D’altra parte tutto questo mio discorso potrebbe anche essere riassunto e condensato in una celebre affermazione del Fisico Albert Einstein secondo cui “I problemi non possono mai essere risolti dal punto di vista di chi li crea”.