Il Mondo come Storia Irrazionale

Nell’articolo “L’Irrazionalismo Storico di Spengler”, apparso su questo blog Novo Stilos il 20 marzo 2020, ho indicato alcune significative analogie tra “Il Mondo come Volontà e Rappresentazione” (1819) di Arthur Schopenhauer (1788-1860) e “Il Tramonto dell’Occidente” (1918-1923) di Oswald Spengler (1880-1936). 

In questo breve approfondimento vorrei solo mettere in evidenza una coppia di ulteriori similitudini che sono emerse da un nuovo confronto delle due monumentali opere. 

Per prima cosa va rilevata la comune conoscenza e ammirazione per l’opera del Poeta italiano Francesco Petrarca (1304-1374) che Schopenhauer ha espresso nella seconda e terza prefazione della sua opera principale.  

A pagina 17 de “Il Mondo come Volontà e Rappresentazione” (Newton Compton editori, Roma, aprile 2015) è infatti possibile leggere: “Quei signori (i filosofi idealisti) vogliono vivere, e precisamente vivere di filosofia: da questa essi dipendono, insieme con moglie e figli, correndo questo rischio, malgrado il ‘povera e nuda vai filosofia’ del Petrarca.”  

E a pagina 20 del medesimo libro (“Il Mondo come Volontà e Rappresetazione”, Newton Compton editori, Roma, aprile 2015) sta scritto: “Di ciò, tuttavia, trovo conforto nelle parole di Petrarca: “Se qualcuno che ha corso tutto il giorno arriva alla sera, ciò può bastargli” (De vera sapientia, pagina 140).

Mentre Spengler ha citato il Poeta e Filologo toscano come uno dei primi studiosi di Archeologia nell’Introduzione al suo saggio più famoso:

A pagina 15 de “Il Tramonto dell’Occidente” (Ugo Guanda editore, Parma, maggio 1995) è infatti possibile leggere: “Petrarca, che fu il primo fervente archeologo (l’archeologia esprime essa stessa il sentimento che la storia si ripete), lo si pensò in una certa tal relazione con Marco Tullio Cicerone (106 a.C.-43 a.C.) […].”

Il Filosofo di Blankenburg am Harz (Sassonia) ha poi utilizzato la parola “Mondo” (già impiegata da Schopenhauer) per indicare l’ambito storico-sociale in alternativa a quello fisico-naturale, già ampiamente trattato, secondo Spengler, nei testi dei suoi illustri predecessori:

“Si impone l’idea di una morfologia della storia mondiale, del mondo inteso come storia che, in opposto alla morfologia della natura, che finora era stata quasi l’unico tema della filosofia, abbracci tutte le forme e i movimenti del mondo nel loro più profondo, ultimo significato, ma in tutt’altro ordine, nei termini non di un quadro complessivo di quanto si conosce ma di una immagine della vita, di una immagine non del divenuto ma del divenire.” (“Il Tramonto dell’Occidente”, Ugo Guanda editore, Parma, maggio 1995, pagina 17)

Nell’immagine una foto della Casa del Petrarca ad Arquà (Provincia di Padova) dove il poeta visse dal 1369 al 1374.