Il Pluralismo della Filosofia

Storicamente, il Politeismo e il Monoteismo hanno rappresentato le due forme principali e più diffuse delle credenze religiose umane.

Infatti quasi tutte le culture antiche come ad esempio i Sumeri, gli antichi Egizi, i Babilonesi, gli Assiri, i Fenici, gli antichi Greci, i Romani eccetera eccetera hanno avuto il loro particolare e rispettivo Pantheon di divinità.

Poi, con lo Zoroastrismo (o Mazdeismo) prima e con il successivo avvento delle altre religioni profetico-rivelate come l’Ebraismo il Cristianesimo e l’Islam l’umanità è passata gradatamente, ma in modo preponderante, a sostenere i Monoteismi.

Con il presentarsi sulla scena della Filosofia greca nel VI secolo a. C. a margine delle due tendenze principali (politeismo e monoteismo) hanno poi cominciato a formarsi due discorsi fondamentali durante l’antichità e anche successivamente, nel corso del medioevo, ovvero la Mitologia e la Teologia.

Infatti in queste due ultime parole il suffisso -logia sta ad indicare la parola greca logos (λόγος) che in questo contesto ho interesse a tradurre con il termine italiano “discorso” nel senso di discussione critica intorno a un determinato argomento.

In ogni caso la filosofia, a differenza delle Credenze religiose, è rimasta nella maggior parte dei casi una disciplina prevalentemente pluralista, fatta di punti di vista diversi su questioni a loro volta simili o differenti tranne rarissimi casi come l’Aristotelismo, che ha dominato per tutto il basso Medioevo, quindi più o meno dal X al XIV secolo d. C., e il Marxismo, che ha prevalso in epoca moderna, all’incirca tra il 1848 e il 1989.

Questi due grandi sistemi hanno rappresentato due ampi paradigmi, per dirla con il filosofo della scienza Thomas Samuel Kuhn, in grado di unificare rispettivamente il campo filosofico e quello delle scienze sociali per un periodo di tempo sufficientemente lungo da essere considerati paradigmatici

E qui devo fare una doverosa precisazione: fenomeni come il Neo-pitagorismo, il Neo-platonismo, il Neo-kantismo, il Neo-hegelismo o il recentissimo Neo-parmenidismo di Emanuele Severino non possono essere considerati paradigmi.

E ciò secondo me perché la loro influenza ha riguardato più una ristretta cerchia di filosofi e studiosi che interi campi del sapere o ampie epoche epistemiche non offuscando a tal punto l’influenza degli altri indirizzi filosofici da poter essere considerati “egemoni” per un determinato periodo.

Dobbiamo dunque ammettere che se in ambito religioso ha prevalso il Monoteismo, in campo filosofico ha avuto la meglio, almeno fino ad oggi, il pluralismo delle idee e dei relativi indirizzi filosofici ad esse congiunti.

Questi, come “Isole nel sapere”, sono emersi dal mare magno e sconfinato dello scibile umano ogni volta per esprimere e circoscrivere un preciso punto di vista coagulatosi in un lembo di terra ferma oltre le onde sempre mutevoli della realtà.

Nell’immagine il quadro “Composizione VI” realizzato dal pittore russo Vasilij Kandinskij nel 1913.