Il Richiamo della Quarta dimensione

Nello scritto “La quarta dimensione”, apparso su questo blog Novo Stilos il 5 settembre 2015, mi sono occupato dei concetti arcinoti di volontà e inconscio in relazione alle dimensioni ultraterrene, tipiche della speculazione esoterica.

Proprio di un richiamo a un’ipotetica quarta dimensione di matrice onirica si è occupato lo scrittore statunitense Howard Phillips Lovecraft (1890-1937) nel suo celebre racconto intitolato “I sogni nella casa stregata” o più semplicemente “La casa delle streghe” (titolo originale “The Dreams in the Witch House”) pubblicato per la prima volta nel luglio 1933 sulla celebre rivista Weird Tales.

In questa breve narrazione il protagonista Walter Gilman viene attirato dalla strega Keziah Mason, accompagnata dal suo fido assistente mezzo topo e mezzo uomo Brown Jenkin, in una realtà parallela, addirittura animata da misteriosi e inconsueti viaggi interplanetari.

L’esperto cultore di Lovecraft Pietro Trevisan nel 240° video della sua playlist su Youtube circa lo scrittore di Providence, intitolato L’uomo nero e Nyarlathtep ne “La casa delle streghe”, ha fatto giustamente notare che nell’universo letterario lovecraftiano la parte di solito destinata a un’immaginaria dimensione trascendente è stata volutamente sostituita da un onirico multiverso inconscio.  

Mi interessa qui sottolineare, come probabilmente ho già fatto anche altrove, che il passaggio dalle altezze della trascendenza alle profondità dell’inconscio non è avvenuto solo nella letteratura di Lovecraft ma ha anche riguardato buona parte della cultura occidentale moderna e post-moderna.

Seppure in questo senso vi sono stati dei precursori, come il poeta, incisore e pittore inglese William Blake (1757-1827), colui che ha intercettato meglio, e più compiutamente, degli altri questa transizione collettiva dal trascendente al subconscio, è stato senz’altro il filosofo tedesco irrazionalista Arthur Schopenhauer (1788-1860).

L’autore di Danzica ha infatti manifestato al pubblico questo cambiamento già in essere con la sua opera più significativa apparsa nel dicembre 1818 e intitolata “Il mondo come volontà e rappresentazione”.

Nel solco dello stesso indirizzo irrazionalista, il suo allievo Friedrich Wilhelm Nietzsche (1844-1900) ha poi proseguito, ampliato e urbanizzato la sua opera introducendo la sua teoria di un tempo postmoderno, ciclico ed aprogettuale, ma soprattutto non più lineare.

Sarebbero stati questi i luoghi teorico-filosofici a cui avrebbe fatto ritorno più tardi il filosofo post-strutturalista Gilles Deleuze (1925-1995) esplorandoli di nuovo in testi ormai classici come “Differenza e ripetizione” del 1968 e/o “Logica del senso” del 1969.

In esse lo studioso francese avrebbe riaccreditato all’ambito dell’irrazionalismo letterario e filosofico, vicino alla speculazione esoterica, le opere di un importante autore come il reverendo, scrittore, matematico, fotografo e logico britannico Charles Lutwidge Dodgson (1832-1898) alias Lewis Carroll.

Nell’immagine la Thomas P. Ives house at Power street 66 in the College hill in Providence non lontano dal luogo in cui visse Lovecraft.