Il Ritorno alla Rappresentazione

In un’intervista pubblicata all’interno del libro “Biopolitica e liberalismo”, raccolta di Detti e scritti su potere ed Etica (1975-1984), il filosofo francese Michel Foucault ha affermato che dal diciottesimo al diciannovesimo secolo il Pensiero occidentale ha compiuto una Svolta epocale riguardante la costituzione stessa della sua più intima Episteme.

Infatti dagli ultimi anni del Settecento agli inizi dell’Ottocento gli Storici della Conoscenza hanno potuto registrare un passaggio da una Riflessione prevalentemente Spaziale e Rappresentativa a una Speculazione maggiormente Temporale e Narrativa, ben esemplificata dal titolo dell’opera più famosa del filosofo tedesco Martin Heidegger “Essere e Tempo”.

Questo periodo della Storia e del Pensiero occidentali che in altri frangenti ho chiamato “Fra le due Rivoluzioni” si è protratto indicativamente dal 1789, com’è ovvio anno della Rivoluzione francese, al 1989, data in cui si è svolta la Rivolta di piazza Tienanmen degli Uomini contro i Carri armati.

Ed è proprio lo stesso anno del Crollo del Muro di Berlino che il filosofo giapponese Francis Fukuyama, già allievo del filosofo russo Alexandre Kojève, ha scelto come punto di partenza simbolico per la sua “End of History”, testo pubblicato per la prima volta nel 1992.

Del resto l’ipotesi di un Ritorno ad una nuova Epoca Astorica era già comparsa con forza nel libro ormai classico “La Condizione postmoderna” in cui il filosofo post-strutturalista francese Jean-François Lyotard ha decretato il declino di tutte le grandi Narrazioni .

Ed in questo gruppo di imponenti Paradigmi il filosofo di Versailles ha incluso com’è noto l’Illuminismo, con la sua concezione di Progresso, l’Idealismo, con il suo tipico moto verso una Autocoscienza assoluta, ed infine il Marxismo, con la sua Tensione diacronica verso una ideale Giustizia infinita.

Del resto, come ho già scritto altrove, in questa lista delle grandi Narrazioni disilluse Lyotard avrebbe potuto anche inserire il Darwinismo, ormai l’unico superstite teorico-temporale ancora presente in una Episteme dello Spazio e della Rappresentazione come la nostra.

La nostra Epoca infatti si configura oggi più che mai come Acritica, perché incapace d’effettuare Rimostranze a se stessa, Incosciente, perché intimamente estranea al proprio essere, Astorica, perché volutamente sconnessa da una qualsiasi Storia universale tendente ad un qualsiasi scopo, e infine Tecnologica, in quanto fondata su un discorso tecnico-scientifico.

Nell’immagine le opere di Kiki Smith e Pascale Marthine Tayou esposte alla Galleria continua di San Gimignano (Siena)