In Nome del Figlio

Nel 2012 il noto critico d’arte Vittorio Sgarbi (classe 1952) ha pubblicato un fortunato libro dal titolo provocatorio e accattivante ovvero “Nel nome del figlio: Natività, fughe e passioni nell’arte”.

A quanto pare l’ipotesi dell’importanza del figlio ha trovato un’ampia risonanza non solo nel campo delle bellezze artistiche ma anche sul terreno, assai più scosceso e scivoloso, della cosiddetta Archeologia misteriosa.

Infatti si potrebbe tranquillamente affermare che due grandi Monoteismi dell’occidente, come l’Ebraismo e il Cristianesimo, hanno fondato la loro fortuna più sulle opere dei figli che su quelle dei padri.

E a questo stesso proposito seguendo le audaci ipotesi dei noti teorici degli antichi astronauti Zecharia Sitchin (1920-2010) e Mauro Biglino (classe 1950) si potrebbe giungere a una conclusione almeno apparentemente sorprendente:

la figura di riferimento della religione ebraica, Yaweh potrebbe infatti anche essere il figlio di un Annunaki (in lingua sumera), o di un Elhoim (in lingua ebraica) tra i numerosi che, sempre secondo i due autori su menzionati, sarebbero discesi sulla terra molti millenni fa.

Anche Gesù Cristo, o Giovanni di Gamala, su cui si fonda altre sì la religione cristiana, sarebbe il figlio di Yaweh secondo i Cristiani, o in ogni caso il figlio di Giuda il Galileo, capo degli Zeloti, secondo gli storici Luca Cascioli (1934-2010), Emilio Salsi (classe 1940) e Giancarlo Tranfo (classe 1956).

A parere del già citato Biglino il passaggio dal rapporto con molti dei (in genere chiamato politeismo) alla relazione con una sola divinità (di solito definita come monoteismo) sarebbe avvenuto attraverso un patto tra la famiglia del profeta Giacobbe e lo stesso Yaweh.

Avrebbe così avuto luogo un passaggio dai numerosi Pantheon antichi dei Sumeri, degli Accadi, dei Babilonesi, degli Egizi, dei Fenici, degli antichi Greci eccetera, ricchi di divinità imparentate tra loro, con le sue coppie e le sue trinità, al dominio di due soli figli, protagonisti di due alleanze ben precise.

Nell’immagine la scultura della “Pietà vaticana”, scolpita da Michelangelo Buonarroti tra il 1497 e il 1499.