In Principio era la Scrittura

Con un certo grado di approssimazione si può affermare che la grande Narrazione evoluzionistica di Charles Robert Darwin ha aperto il regno della Preistoria ad un suo possibile resoconto ricongiungendola di fatto al più breve corso della Storia universale umana.

Si tratterebbe in questo caso di recuperare ciò che è avvenuto prima del Linguaggio e durante l’utilizzo delle Lingue non scritte da parte dei Popoli senza scrittura.

La Scrittura appunto, quell’entità e al contempo quello strumento che il celebre filosofo francese Jacques Derrida ha scelto per dare una risposta, per ora la più soddisfacente possibile, alla domanda dell’ancor più famoso collega tedesco Martin Heidegger: Che cos’è l’Essere? 

Dunque se rispondendo con il Filosofo di Messkirch “Essere è tempo” e ci può essere Storia solo con la Scrittura, l’Essere dell’uomo si è configurato si presenta ancor oggi essenzialmente come Scrittura.

Secondo tali assunti ha ripreso vigore la distinzione tra “Preistoria e “Storia, una frattura che Darwin stesso, consciamente o inconsciamente, aveva cercato di rimarginare nel più ampio insieme del Divenire biologico.

La scienza biologica infatti non è sembrata tener conto di quel “Residuo cosciente”, da sempre principale testimone della differenza tra Vita ed Esistenza così come della distinzione tra la Sopravvivenza della specie umana e la Storia universale della stessa.

La storia del genere Homo sapiens, entro il più ampio divenire naturale di tutte le specie viventi, è diventata così l’intervallo temporale più ampio in cui ricercare le tracce dell’Umana esistenza, prima, durante e dopo l’invenzione della scrittura.

Al modo in cui, dopo Isaac Newton, Albert Einstein ha ampliato il campo degli studi di fisica al Regno dell’infinitamente grande, così Darwin ha esteso il terreno degli studi storici a quella vasta e desolata landa chiamata comunemente “Preistoria.

Se dunque l’Esistenza, dopo l’ascesa dell’evoluzionismo e del darwinismo, si è tramutata in Sopravvivenza la gran parte di quel che l’uomo ha scritto e continua a scrivere ha costituito e costituisce a tutt’oggi un residuato di quel che comunemente chiamiamo Coscienza.

Sintetizzando molto il senso di queste parole potremmo allora affermare che “La coscienza si è a sua volta inscritta nel corso della Storia universale umana e non”.

E dico “non solo umana” perché con l’avvento della Chimica, della Biologia e poi della Genetica, la scrittura, dopo aver conquistato il Regno della materia inerte con l’ausilio delle scienze matematiche, ha potuto colonizzare anche il Regno delle specie viventi.

Infatti l’uomo occidentale moderno ha proprio recentemente realizzato l’incredibile scoperta che “dove c’è vita c’è anche scrittura” dal momento che la vita, per riprodursi, copia se stessa all’infinito commettendo per lo più dei piccoli errori, a loro volta costituenti quelle Differenze che possiamo scorgere ogni giorno intorno a noi.

Con ciò anche la celebre frase di G.W.F. Hegel “Il reale è razionale” ha assunto un nuovo significato provenendo la parola Ragione dal termine greco Logos, che significa “discorso”, in una ideale fusione dei due termini Ragione e Linguaggio.

Quindi, sempre con una buona dose di approssimazione, possiamo affermare che al principio della vita vi è stata e vi è ancor oggi la scrittura quasi riformulando le prime parole della Genesi biblica che Jacques Derrida in quanto africano di nascita come Sant’Agostino ma soprattutto Ebreo sefardita conosceva molto bene: “In principio era il verbo”.

Immagine della Biblioteca del Trinity College a Dublino