Intelletto, Spirito e Volontà

La parola italiana “Ragione” è stata generalmente utilizzata per indicare l’insieme pressoché stabile di quelle Categorie e Regole atte a fissare i significati (Teoretica) e a regolare le azioni (Etica) in modo sufficientemente determinato.

La ragione, nel senso or ora inteso, limita e circoscrive l’inattesa Oscillazione dei significati basandosi sui principi, confermati e codificati dai filosofi greco antichi Platone e Aristotele, di identità e non contraddizione.

Questo tipo di Raziocinio classificatorio, che opera di solito in ambito matematico, fisico e scientifico, è stato chiamato dal filosofo francese René Descartes “Ragione assoluta” e dal filosofo tedesco Immanuel Kant, sulla scorta dell’inglese John Locke, semplicemente “Intelletto”.

Già molti illuministi come il Barone di Montesquieu e lo stesso Kant si erano però accorti che la Ragione può subire delle Variazioni anche significative quando ci si trasferisce da una Cultura all’altra o che in ogni caso, a partire dallo stesso Intelletto umano, è possibile la formazione di Culture differenti.

La Corrente dell’Idealismo tedesco, nelle figure arcinote dei suoi protagonisti quali Johann Gottlieb Fichte, F.W.J. Schelling e G.W.F. Hegel, ha poi cominciato a prendere atto delle variazioni che la ragione subisce nel corso del tempo ad opera dell’uomo.

E questa Presa d’autocoscienza ha comportato addirittura l’introduzione di un nuovo termine-concetto: quello di “Spirito” che sarebbe a sua volta divenuto “Potere” nelle speculazioni di Friedrich Wilhelm Nietzsche e Michel Foucault.

Già Arthur Schopenhauer con la sua opera “Il Mondo come Volontà e Rappresentazione” aveva ad ogni modo indicato la presenza di un altro Regno inconscio in cui l’oscillazione dei significati, dovuta all’Intersezione dei codici, è esistita dalla notte dei tempi.

È possibile ad ogni modo affermare che questa Regione ha dovuto formarsi a partire dall’incontro-scontro tra la Volontà umana e una Ragione formatasi di volta in volta nello spazio e nel tempo tanto che il filosofo francese Jacques Derrida è giunto addirittura ad affermare che in principio era la “Scrittura”.

Questa intersezione di Codici spazio-temporalmente formati ha in ogni caso riguardato e riguarda a tutt’oggi gli ambiti del Sacro, della Poesia, dell’Arte in genere e della Follia.

Immagine tratta dall’opera di Paolo Scirpa “Omaggio a Kandinsky” del 1979 contenuta nel “Museum Bagheria” di Palermo