Iside Rivelata

Nell’ultimo saggio, apparso su questo blog Novo Stilos l’8 Marzo 2016, ho parlato della correlazione che Robert Temple ha stabilito tra la divinità egiziana Iside e la stella Sirio partendo dalla Cosmologia della sperduta popolazione dei Dogon, stanziata nella Repubblica africana del Mali.

Un altro studioso che si è interessato a lungo della Simbologia, della Mitologia e delle Piramidi egizie è stato Robert Bauval, un egittologo che ha collaborato anche alla stesura di un libro intitolato “Custode della genesi” (Corbaccio edizioni 1997) con il famoso giornalista Graham Hancock.

Esperto della sua Terra, perché nato ad Alessandria, Bauval ha riscontrato diversi parallelismi tra la Valle del Nilo e la Via Lattea nell’ambito delle Credenze cosmologiche egiziane.

Queste gli avrebbero addirittura consentito di giungere a un audace collegamento tra la divinità egiziana Osiride e la nota Costellazione di Orione.

Del resto è noto che l’Egitto è stato meta di filosofi e sapienti greci come Pitagora da Samo, Solone e Platone che hanno visitato i sacerdoti della Città del Sole Eliopoli a caccia di rari saperi-poteri iniziatici.

Tra questi iniziati compare anche la misteriosa figura del sacerdote Imhotep che sarebbe poi diventato Asclepio nell’antica civiltà greca ed Esculapio in quella romana.  

E pare sia stato proprio da Solone che Platone ha appreso le sue informazioni sulla Civiltà perduta di Atlantide di cui ha scritto nei due celebri dialoghi intitolati “Crizia” e “Timeo”.

Dopo l’Epopea di Alessandro Magno il luogo in cui tutta questa conoscenza si è riunita è stato comunque la Città di Alessandria che ha ospitato fra le sue mura intelletti di assoluto livello come ad esempio l’astrologo Claudio Tolomeo e la filosofa Ipàzia.

E in quei tempi si è andato anche formando lo gnosticismo, una ricerca della salvezza tramite la conoscenza, che avrebbe traghettato con il suo sincretismo religioso molti simboli dalle antiche tradizioni ermetiche al neonato Cristianesimo.

Osiride si sarebbe allora trasfigurato in Dio padre (quello cristiano) e Iside nella dea madre (la Madonna) mentre Orus, il figlio, avrebbe preso le sembianze del Messia Gesù, generato tramite un fallo artificiale (spesso raffigurato in un obelisco) o per Immacolata concezione nella dottrina cristiana.

In seguito, dopo anni di oscurità medioevali, la riscoperta delle antiche tradizioni ermetiche e il richiamo della Gnosi ad un confronto diretto con la divinità sono poi riemersi nel Rinascimento, con le traduzioni del filosofo neoplatonico Marsilio Ficino, e nella Riforma protestante, capitanata dal teologo Martin Lutero.

E nei decenni immediatamente successivi il filosofo italiano Giordano Bruno, dopo aver elogiato la sapienza ermetica egizia di fronte alla supposta ignoranza cristiana, è stato arso vivo in Campo dei fiori il 17 Febbraio 1600 secondo uno stilema tipico dell’Inquisizione. 

Erano infatti quelli i tempi dello scontro tra il Vecchio ordine mondiale, con sede centrale a Roma, e il Nuovo ordine mondiale, facente capo a Londra, che avrebbe visto prevalere in seguito le sorti del secondo.

E dopo i fasti della Rivoluzione francese un giacobino della prima ora come Napoleone Bonaparte è salito al potere per riconquistare l’Europa e l’Egitto, compiendo, proprio all’interno delle Piramidi, nuovi e misteriosi riti d’iniziazione.

La grande madre Britannia ha poi rimesso il Nuovo ordine al suo posto spianando la strada alle democrazie e ai liberalismi di maniera.

Le stelle sono allora ritornate a brillare per uomini come il mago Aleister Crowley che ha affermato anche in onore delle divinità egiziane: “Every man and every woman is a star”.

Ma ancora, di questi tempi, per coloro che non avessero ancora afferrato, è forse utile ricordare che gli antichi Romani avevano già chiamato la capitale d’oltralpe “Par-Isis” ovvero Par (vicino) a Isis.

E questa divinità ha ricoperto un ruolo centrale in oriente e occidente essendo nota come Semiramide, per gli antichi Babilonesi, Iside, per gli antichi Egiziani, e Madonna, per gli attuali Cristiani.

Nell’immagine la Statua della libertà posizionata al centro della baia di Manhattan (New York), sulla rocciosa Liberty Island.