La Coscienza e il Sistema mente-corpo

A pagina 46 del suo ennesimo best seller “Ricordati chi sei” (Macro edizioni, maggio 2013) l’ex giornalista ed esperto di controinformazione David Vaughan Icke ha scritto:

“Affinché il Sistema di controllo (un numero esiguo di individui) possa schiavizzare il resto della popolazione (un’enorme quantità) è essenziale assicurarsi che le persone percepiscano e decodifichino la realtà solo attraverso le lenti di mente-corpo, e che per tutta la durata della loro vita si mantengano disconnesse dall’influsso del loro vero ed eterno sé: la Coscienza.”

Poco più avanti (a pagina 47) egli ha posto l’attenzione sul rapporto tra la coscienza infinita e il sistema mente-corpo che a suo dire somiglierebbe a quello tra l’essere umano e il software-hardware di un comunissimo personal computer:

“Quando mantenete la connessione tra mente-corpo (il computer) e la Coscienza (chi siede al tavolo armato di mouse e tastiera), avete tutto ciò che vi serve. Mente e corpo vi collegano all’internet cosmico permettendovi di interagire con la sua gamma di frequenze; ma la coscienza vi dà una visione più ampia e completa delle cose, che i cinque sensi non sono in grado di percepire.”

D’altra parte la coscienza consapevole di David Icke ricorda in modo significativo quella Volontà infinita che il filosofo irrazionalista Arthur Schopenhauer, noto cultore di scritti vedici e buddisti, aveva già posto, come un ideale motore immobile, proprio alla base della sua particolare costruzione filosofica.

Tra le credenze indiane rientra peraltro anche la Teoria della reincarnazione per cui l’animo umano (misto di coscienza e volontà) si incarnerebbe ogni volta in esseri animati diversi con differenti gradi di coscienza e/o autocoscienza.

Ed è proprio nel cogliere questo moto circolare eterno che la credenza nella reincarnazione ha anticipato quell’eterno ritorno, teorizzato solo dopo dall’anticristo Friedrich Wilhelm Nietzsche, in polemica con quel tempo lineare, proposto più di quindici secoli or sono dal Padre della Chiesa Sant’Agostino.

Anche l’antico fondatore del Neoplatonismo, Plotino pose originariamente l’uno, cioè di nuovo qualcosa di simile alla coscienza infinita, all’apice del suo sistema filosofico-religioso, stavolta di struttura verticale.

Egli, in effetti, partecipò alla spedizione dell’imperatore Gordiano in medio oriente proprio per conoscere le dottrine dei Persiani e del Subcontinente indiano.

Nell’immagine un’incredibile fotografia scattata dal surf di Clark Little.