La Fattoria dei Governati

La Filosofia, ma più in generale il Pensiero occidentale, hanno registrato in passato delle fondamentali differenze, di ordine sia logico che ontologico, tra il genere umano e il regno delle altre specie animali

Ad esempio il “maestro di color che sanno” Aristotele ha definito l’uomo come “animale razionale” per distinguerlo attraverso la caratteristica universale della razionalità da tutte le altre creature animate.

La scolastica medioevale ha poi posto l’attenzione sull’elemento discriminante del libero arbitrio inteso come la capacità di poter scegliere liberamente, tra le varie possibilità, quella maggiormente positiva.

Circa un secolo e mezzo fa il padre del comunismo scientifico Karl Heinrich Marx, per inquadrare questa differenza all’interno del suo sistema filosofico, ha affermato che gli uomini, a differenza degli animali, sono obbligati a produrre i loro mezzi di sussistenza.

E nel novecento il filosofo esistenzialista Martin Heidegger ha fatto notare che l’uomo, in quanto pastore dell’essere, può trascendere quel meccanismo deterministico che è la natura, progettando egli stesso il suo ambiente.

Dunque anche se ogni indirizzo filosofico ha interpretato a modo suo questa ineludibile differenza essa si è contraddistinta essenzialmente per due fattori ovvero il libero arbitrio e l’autocoscienza.

Ma se in ambito filosofico la differenza tra uomo e animale è stata percepita principalmente dal lato luminoso della libertà, negli ambienti religiosi e delle società segrete la questione ha riguardato anche il volto oscuro del potere.

Infatti all’interno di numerosi ambienti religiosi, esotericimassonici, filo-massonici e/o para-massonici molti governanti hanno considerato i governati alla stregua di animali sulla base di una presunta superiorità razionale, decisionale e spirituale.

Si sono così alternate le significative dicotomie tra il Pastore e il suo gregge, gli Iniziati e i profani che giusto per inciso sembrano ricordare quelle di matrice marxista tra i Patrizi e i plebei, i Capitalisti e i proletari, i Superuomini e gli uomini.

E lo sapeva bene un iniziato come Charles Robert Darwin che tra i risultati della sua teoria evoluzionistica ha potuto registrare anche quello di riposizionare il genere umano tra le specie animali.

Ma lo sapeva anche un massone maggiormente progressista come lo scrittore inglese Eric Arthur Blair, in arte George Orwell, che ha intitolato significativamente uno dei suoi testi migliori “La fattoria degli animali” (1945) a cui sarebbe seguito nel 1977 il disco dei Pink Floyd intitolato perentoriamente “Animals”. 

Ma questa distinzione ha interessato anche una saga apparentemente innocua come quella del giovane mago “Harry Potter” in cui la scrittrice scozzese J. K. Rowling ha suddiviso i protagonisti in tre categorie specifiche ovvero i Purosangue, i Mezzosangue e i Babbani.

Inutile poi soffermarsi sul ruolo che hanno avuto in questo senso le religioni monoteiste dispensatrici eterne di distinzioni artificiali come quelle tra gli Ebrei e i goim (non ebrei), i Cristiani e i gentili, i Musulmani e gli infedeli eccetera eccetera.

Recentemente l’ex giornalista David Icke ha messo in luce il potere dei nuovi governanti Illuminati mentre il massone progressista Gioele Magaldi, nel suo testo “Massoni, società a responsabilità illimitata” (Chiare lettere 2014) ha posto l’attenzione sul recente dominio della fazione Neo-aristocratica, elitaria e tecnocratica operante all’interno delle più prestigiose Ur-Lodges internazionali.

Nell’immagine la copertina dell’album “Animals” dei Pink Floyd uscito nel 1977.