La grande Narrazione darwiniana

Se il filosofo ebreo tedesco Karl Heinrich Marx è passato alla Storia per aver reso a suo modo “Scientifico” il Comunismo così il naturalista inglese Charles Robert Darwin è passato alla Scienza per aver in qualche modo giustificato la Teoria dell’Evoluzione

Infatti così come esistevano già tanti Socialismi utopistici prima di Marx come ad esempio quelli di Henri de Saint-Simon, Charles Fourier e Robert Owen, così sono esistite tante Teorie evoluzionistiche diverse prima di Darwin come ad esempio quelle di Georges-Louis Leclerc de Buffon, Jean-Baptiste de Lamarck, Alfred Russell Wallace eccetera. 

Ma se oggi sono ormai chiare le sorti del comunismo scientifico, ovvero del Marxismo, siamo così sicuri che il Darwinismo possa essere considerato un Fatto accertato secondo tutte le evidenze empiriche e il moderno metodo scientifico fondato da Galileo Galilei ed Isaac Newton tra il 1600 e il 1700?

Molti Scienziati di fama internazionale come il paleontologo Roberto Fondi dell’Università di Siena e l’ex genetista Giuseppe Sermonti sostengono infatti che le prove a Sostegno della grande Narrazione darwiniana sono poche e che quelle presentate sono a loro volta discutibili.

In primo luogo la presunta nascita della Vita da un Mare prebiotico è stata dichiarata impossibile sia dallo Scienziato italiano Francesco Redi nelle sue celebri “Esperienze attorno alla generazione degli insetti” del 1668 che dal biologo francese Louis Pauster il quale nel 1864 ha dimostrato anch’egli l’impossibilità della “generazione spontanea”.

In secondo luogo mentre si sono registrati vari esempi di Microevoluzione, cioè le Variazioni all’interno di una stessa specie, la discendenza di Specie da altre Specie, ovvero la trasformazione di queste in quelle, o Macroevoluzione, è stata comprovata da pochi casi di resti fossili anch’essi discutibili.

Ad esempio l’ipotesi della presunta discendenza del genere Uomo dagli Ominidi, che a loro volta sarebbero discesi dalle Scimmie australopitecine, ha condotto al ritrovamento di sempre nuove specie diverse di contro al mancato rinvenimento di sufficienti Anelli di congiunzione tra una specie e l’altra. 

E in più la comparsa di molte specie diverse tutte in un periodo simile durante la cosiddetta “Esplosione del periodo cambriano” avvenuta verosimilmente 530 milioni di anni fa ha condotto alcuni scienziati, come ad esempio lo statunitense Stephen Jay Gould, a formulare ipotesi ausiliarie ad hoc in soccorso del più ampio Darwinismo, come ad esempio quella degli “equilibri punteggiati”.

Secondo questa Teoria il Cambiamento evolutivo sarebbe caratterizzato da lunghi periodi di stasi in cui le specie rimarrebbero pressoché immutate (quindi ancora microevoluzione) alternati/punteggiati da fasi di rapido cambiamento evolutivo e geologico (quindi di nuovo macroevoluzione).

Ipotesi ausiliaria peraltro questa che ricorda da vicino la “Teoria delle catastrofi naturali” elaborata dal biologo francese Georges Cuvier agli inizi del diciottesimo secolo e successivamente riveduta.

Dunque per adesso il Darwinismo più che come una Teoria scientifica è sembrato porsi all’attenzione come un “Paradigma” secondo la famosa definizione che ce ne ha fornito l’epistemologo statunitense Thomas Samuel Kuhn nel suo libro ormai classico del 1962 intitolato “La Struttura delle Rivoluzioni scientifiche”.

Infatti così come il Marxismo per quasi centocinquanta anni dal 1848 al 1989 ha fornito un Modello euristico per lo Studio delle Scienze sociali così il Darwinismo continua a fornire a tutt’oggi un Paradigma per le Indagini nel Regno naturale.

Quest’ultimo è stato addirittura esteso agli ambiti della Fisica e della Cosmologia anche attraverso l’ipotesi suggestiva del “Big Ben” e di un conseguente Universo in continua crescita, espansione ed evoluzione.

Una bizzarra convinzione, forse non priva di una qualche verità, si è allora fatta strada nella mia mente da qualche anno: il filosofo francese post-strutturalista Jean-François Lyotard nel suo libro “La Condizione postmoderna” del 1979 avrebbe potuto anche inserire il Darwinismo tra le grandi Narrazioni accanto ai già menzionati Illuminismo, Idealismo e Marxismo

E a tal proposito è qui utile ricordare, anche se en passant, che la stessa opera di Kuhn “La struttura delle Rivoluzioni scientifiche” ha segnato il passaggio nelle Scienze umane e sociali dalla “Filosofia della scienza” alla “Sociologia della scienza”.

L’ultimo capostipite della Filosofia della Scienza è stato infatti il filosofo austriaco naturalizzato britannico Karl Raimund Popper fortemente interessato alle Scienze fisiche galileiane, newtoniane e einsteiniane più che a quelle biologico-evoluzionistiche.

Nell’immagine il Celacanto appartenente a un ordine di pesci ossei risalente a 400 milioni di anni fa fotografato da Peter Scoones