La Metafisica e i suoi Nemici

Il filosofo tedesco irrazionalista dell’ottocento Arthur Schopenhauer è sembrato fondere nel termine filosofico “Rappresentazione” i due concetti eterogenei di Sapere e Potere.

Del resto il Gran Maestro dei Rosacrociani in Inghilterra e presunto autore dei Drammi Shakespeariani, ovvero Francis Bacon, aveva già affermato quasi due secoli prima che “scentia est potentia”.

L’allievo più famoso del filosofo di Danzica, ovvero Friedrich Wilhelm Nietzsche è poi passato ad identificare meglio quei due saperi-poteri che riteneva responsabili delle maggiori atrocità occidentali nelle due grandi correnti filosofiche e religiose del Platonismo (o se preferite Neoplatonismo) e del Cristianesimo.

E nel pensiero di questo filosofo l’accusa di “corruzione dei giovani”, che un tempo la città di Atene aveva rivolto a Socrate per mezzo dei suoi magistrati, è tornata di moda.

Se dunque il Platonismo e la dottrina Cristiana sono stati i due maggiori bersagli polemici del filosofo di Röcken questi sono stati chiamati in modo più generico come “Metafisica”, dimentica dell’autentico problema dell’essere, dal filosofo del novecento Martin Heidegger.

E ricordiamo che il filosofo di Messkirch, dopo essersi formato in un ambiente cattolico, ha aderito al nazionalsocialismo in un famosissimo discorso pronunciato come rettore dell’Ateneo di Friburgo nel 1933 ovvero “L’autoaffermazione dell’università tedesca”.

Ed è quanto meno singolare osservare come due autori esistenzialisti come lo stesso Martin Heidegger e il filosofo italiano Emanuele Severino si siano formati in scuole cattoliche per poi distaccarsene, forse proprio dopo aver preso visione delle numerose analogie e somiglianze tra il Cristianesimo e il Platonismo.

E a questo stesso proposito la spiegazione dell’irrazionalista Gianni Vattimo secondo cui Heidegger si sarebbe mosso verso il nazionalsocialismo in cerca di un’alternativa alle due superpotenze degli Stati uniti e dell’Unione sovietica resta insufficiente o quanto meno incompleta.

Questo si evince anche da quanto ha affermato il filosofo Massimo Cacciari in una puntata della trasmissione televisiva  “Otto e mezzo” sul canale La 7 di qualche anno fa:

Adolf Hitler aveva progettato di distruggere prima l’Ebraismo e poi anche il Cristianesimo per giungere ad un nuovo paganesimo, libero da ogni metafisica platonica o giudaico-cristiana” corsivo mio.

E singolare rimane in questo senso anche la simpatia che il dittatore tedesco ha mostrato per il culto di Ahura Mazda che probabilmente aveva tratto dalla lettura del famossissimo testo nietzschieano “Così parlò Zarathustra”.

È infatti ormai sufficientemente noto che Nietzsche si sia ispirato alla divinità Zoroastro, il profeta del Mazdeismo, per modellare il mitico protagonista della sua Tragedia borghese in Aforismi.

Nell’immagine una veduta panoramica di Friburgo in Brisgovia nella Germania sud-occidentale.