La Società aperta e i Filosofi

È giunto anche per me il momento di fare i conti con un Classico della Filosofia occidentale ovvero “La Società aperta e i suoi nemici” del filosofo austriaco, naturalizzato britannico, Karl Raimund Popper (1902-1994).

La prima domanda che oggi viene da porsi, riflettendo semplicemente sul titolo dell’opera, è “quanto aperta può e/o deve essere questa società?” 

Già perché tenendo conto dei risultati raggiunti dall’attuale globalizzazione iniziata nel XVII secolo viene da chiedersi se il termine “Società” non vada qui direttamente riferito alla vecchia “Società delle Nazioni”, oggi sostituita dalla più familiare “Organizzazione delle Nazioni Unite”

E a giudicare dagli originali appellativi di “Regno Unito”, “Stati Uniti” (ex “Stati dell’Unione”), “Unione Europea” e addirittura “Emirati arabi Uniti”, che molte federazioni hanno adottato, non sembra neanche un mistero il motivo per cui il filosofo viennese abbia a un certo punto deciso di naturalizzarsi cittadino britannico, diventando a tutti gli effetti un suddito di sua maestà la Regina d’Inghilterra, Elisabetta II (Classe 1926).  

Dunque appare oggi chiaro quale sia quella “Società aperta” a cui Popper si riferì già nella sua opera del 1945, per giunta il medesimo anno in cui furono fondate il 24 ottobre a San Francisco le medesime “Nazioni Unite”

Veniamo ora alla seconda parte del titolo dell’opera e cioè ai “presunti nemici della Società aperta”.

A prima vista sembra che in questa categoria si possano annoverare quasi tutti i filosofi compreso Aristotele (384/383 a.C.-322 a.C.) il quale ammonì severamente il suo allievo Alessandro Magno (356 a.C.-323 a.C.) quando si avventurò nel suo personale ed eroico tentativo di Globalizzazione.

Popper però non ha mancato di fare i nomi dei nemici interessati, citando alcuni tra i filosofi idealisti più famosi di tutti i tempi quali sono stati Platone (428/427 a.C.-348/347 a.C.), Johann Gottlieb Fichte (1762-1814), G.W.F. Hegel (1770-1831) e Karl Heinrich Marx (1818-1883).

Ma se la critica dei primi tre autori mira al cuore del problema il quarto obbiettivo risulta di una natura completamente diversa.

Mentre infatti Platone, Fichte ed Hegel sono stati degli acerrimi sostenitori di uno Stato forte Marx non ha preso neanche in considerazione la possibilità che una qualsivoglia entità statale potesse fronteggiare lo Tsunami di una Globalizzazione ormai inarrestabile come il Mercato libero globale

Eppure se ci si pensa bene l’attuale Federazione Russa di Vladimir Putin (classe 1952), ormai liberata dagli Spettri del Comunismo ma ancora in grado di fronteggiare le Nazioni Unite, somiglia assai da vicino a uno “Stato commerciale chiuso” di tipo Fichtiano e/o Hegeliano.

Nell’immagine uno scorcio del giardino “Orto de’ Pecci”, un angolo di verde nel cuore antico della città di Siena.